Avvocati, rischio impasse per i Coa

Italia Oggi, di Gabriele Ventura

Corsia preferenziale per le nuove regole delle elezioni forensi. Alla luce delle ultime sentenze della Cassazione che si sono abbattute sugli ordini degli avvocati di Latina e Bari, che ora rischiano il commissariamento, la commissione giustizia del senato vuole accelerare i tempi per l’approvazione del ddl Falanga in sede deliberante. Anche perché, ha affermato Luigi Cucca (Pd) intervenendo ieri in II Commissione, per settimana prossima è stata fissata una nuova udienza in Cassazione per esaminare un caso sostanzialmente analogo a quello di Latina. Nel frattempo, lo stesso Coa ha fissato per oggi una conferenza stampa, mentre quello di Bari ha inviato una lettera al ministro della giustizia, Andrea Orlando, e al presidente del Consiglio nazionale forense, Andrea Mascherin, per rappresentare la «profonda preoccupazione», scrive il presidente, Giovanni Stefanì, «per gli effetti sulla tenuta dell’istituzione forense e sul suo funzionamento, soprattutto avuto riguardo ai servizi che per legge gli ordini circondariali svolgono in favore della collettività». Stefanì chiede quindi di adottare «con estrema urgenza le determinazioni del caso al fine di assicurare al Foro barese, quanto prima, la continuità delle funzioni istituzionali». Il sindacato degli avvocati di Bari, autore del ricorso accolto dalla Cassazione, ha chiesto il commissariamento dell’ordine. In ballo, per risolvere l’impasse delle elezioni, c’è da un lato lo schema di regolamento che il ministro della giustizia, Andrea Orlando, ha inviato al Cnf nei giorni scorsi. La scadenza per l’invio delle osservazioni da parte degli ordini e delle associazioni forensi è fissata per il 18 febbraio. Dall’altro lato, il ddl Falanga per il quale sono comunque attesi i pareri della commissione Bilancio. Da parte dei senatori è stata espressa la disponibilità ad esaminare in tempi brevi il disegno di legge, nonché una eventuale richiesta di trasferimento dell’esame dalla sede referente alla sede deliberante. Quanto agli emendamenti approvati, è stato eliminato il divieto di essere eletti nei consigli dell’ordine degli avvocati per coloro che, prima della data di entrata in vigore della legge, abbiano già rivestito la carica per un periodo non inferiore a dieci anni (si veda ItaliaOggi di ieri). Inoltre, è previsto che in sede di prima applicazione, la durata dei consigli dell’ordine è stabilita comunque alla scadenza del 31 dicembre 2018. Alle elezioni successive si applicano le disposizioni di cui all’articolo 28, comma 7, della legge 31 dicembre 2012, n. 247. Un altro emendamento approvato prevede che, nello svolgimento delle operazioni di scrutinio sono adottati i seguenti criteri: quando un candidato sia indicato unicamente con il cognome e negli elenchi dei candidati compaiano più candidati con il medesimo cognome, il voto è nullo e non è conteggiato; quando un candidato sia indicato con il cognome esatto ma con il nome errato, al candidato è attribuito il voto se l’indicazione formulata non corrisponde a quello di altro candidato; quando un candidato con doppio cognome sia indicato con uno solo dei due cognomi, ove il nome sia esatto il voto sarà attribuito come valido al candidato.