Con il «Progetto esecuzioni» priorità alle cause più rilevanti

Il Sole 24 Ore – 

Un esempio di best practice nel settore giustizia, per coniugare le ragioni del diritto con quelle dell’economia. Rafforzando la funzione della Cassazione nell’assicurare un’uniforme interpretazione della legge. In questa direzione si muove il «Progetto esecuzioni» della Terza sezione civile.

Consapevole dell’impatto economico del processo di esecuzione (si stima che la sua inefficienza incida per un punto e mezzo del Pil) il Progetto punta su una razionale gestione della cause pendenti, attraverso l’individuazione, condivisa da tutti gli operatori del diritto (attraverso forum specializzati, convegni e riviste giuridiche), delle questioni di maggior rilievo e maggiormente controverse nei tribunali di merito. Lo stesso Procuratore generale può poi fare uso delle prerogative assegnatagli dalla legge, impugnando provvedimenti che non sono stati oggetto di ricorso ma cruciali per i temi affrontati.

All’individuazione delle questioni fa seguito una serie di conseguenze: l’identificazione informatica, tra le cause pendenti in sezione (in precedenza oggetto di schedatura), di quelle che sono portatrici di ciascuna di quelle stesse questioni; l’accorpamento di quelle cause in un’unica udienza; la divulgazione agli operatori del diritto di un calendario di udienze che riporti in maniera esplicita i temi trattati, così che i giudici del merito possano, a loro volta, gestire il proprio ruolo.

Sotto la lente finiscono così innanzitutto questioni che riguardano problematiche di grande attualità, ma non ancora approfondite o esaminate: la loro soluzione prioritaria contribuisce a superare il divario temporale tra le riforme legislative e la loro interpretazione da parte della Corte di cassazione (la materia dell’esecuzione civile è stata oggetto nell’ultimo decennio di quasi una riforma all’anno); e poi questioni che soffrono di divergenti interpretazioni dei giudici di merito e di impatto sistematico, di immediata ricaduta sulle procedure pendenti.

È prevista almeno un’udienza pubblica di discussione al mese da dedicare al progetto, nel corso della quale il numero dei ricorsi è limitato a 10. Sinora si sono già tenute tre udienze e sono state pubblicate già 9 sentenze, alcune delle quali di grande impatto e comunque “di sistema”: basti pensare alla pronuncia n. 24198, che ha ribadito l’inderogabilità, a pena di responsabilità risarcitoria, dell’esecuzione dei provvedimenti dell’autorità giudiziaria da parte delle forze dell’ordine. È allo studio della Procura generale, tra gli altri, un ricorso in tema di interazione tra esecuzione individuale e misure di sicurezza adottate nel processo penale per crimini mafiosi.