CONGRESSO NAZIONALE FORENSE; PANSINI (ANF): FUTURO DELLA PROFESSIONE SI DECLINA CON PRINCIPI DI AUTONOMIA E INDIPENDENZA, NON PASSA ATTRAVERSO FORMALE RICONOSCIMENTO IN COSTITUZIONE

“Il Presidente del Consiglio Nazionale Forense, nell’intervento di apertura di oggi del Congresso nazionale forense, bene ha fatto a rimarcare il rischio della lesione dello stesso assetto democratico che può venire da un approccio insofferente verso le garanzie, sottolineando l’efficienza della giurisdizione e il diritto alla difesa, quindi la parità delle parti nel processo. Noi vogliamo essere gli avvocati evocati dal presidente Mascherin e, quindi, senza temere di essere impopolari, riteniamo che il futuro della professione non passa attraverso il formale riconoscimento dell’avvocato in costituzione, ma declinando i principi di libertà, autonomia e indipendenza con le moderne forme di organizzazione della professione”.

Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense Luigi Pansini.

“Gli avvocati devono essere portatori di un’idea di politica alta e ergersi quali baluardi del diritto, del confronto e della democrazia ed è singolare che il rafforzamento dell’avvocato in costituzione non sia stato oggetto di confronto in seno del Congresso e che il progetto di riforma dell’art. 111, illustrato nella relazione d’apertura, non sia stato inserito e presentato tra i documenti congressuali” – conclude Pansini.