Dal 1° gennaio per gli atti tributari mediazione a 50 mila euro

di A. Bongi, Italia Oggi

Dagli atti notificati dal 1° gennaio prossimo mediazione tributaria a 50 mila euro.
Tutto ciò per effetto delle modifiche all’articolo 17-bis apportate dall’articolo 10 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50.
Con la circolare n. 30/E del 22 dicembre scorso, l’Agenzia delle entrate ha fatto il punto delle novità in arrivo.
Il documento si sofferma sull’esatta individuazione degli atti soggetti alla nuova disciplina.
Nessuna modifica ha interessato la determinazione dell’importo della lite che dovrà ancora essere individuato in base all’articolo 12, comma 2, del dlgs n.546/1992 ovvero dall’importo del tributo contestato dal contribuente con il ricorso, al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni irrogate. Qualora l’atto contenga invece soltanto l’irrogazione delle sanzioni il valore della controversia sarà costituito dalla somma delle sanzioni stesse. Tornando agli effetti della nuova soglia di 50 mila euro e agli effetti sugli atti in corso di notifica, la circolare precisa che occorre fare riferimento alle regole sulle notifiche tributarie. Nello specifico, poiché la notifica deve considerarsi perfezionata nel momento della ricezione dell’atto da parte del contribuente e non dalla data di spedizione dell’atto, sarà questa la data da prendere a riferimento per verificare se l’atto è soggetto alla nuova soglia. Per esempio, se l’atto viene notificato a mezzo posta anteriormente al 1° gennaio 2018, ma viene ricevuto dal contribuente soltanto dopo tale data, lo stesso sarà assoggettato alla nuova soglia ai fini dell’eventuale reclamo/mediazione. Se oggetto di impugnazione presso la Commissione tributaria provinciale dovesse essere invece il rifiuto tacito alla restituzione di tributi, sanzioni pecuniarie e interessi o altri accessori, la circolare ricorda che in tale situazione è necessario tenere conto della regola contenuta nell’articolo 21, comma 2, del dlgs n. 546/1992, in base alla quale il ricorso non può essere proposto prima del decorso di 90 giorni dalla data di presentazione della domanda di restituzione. Ciò significa che qualora alla data del 1° gennaio 2018 non sia ancora decorso il termine di novanta giorni dall’avvenuta presentazione dell’istanza, la successiva impugnazione dovrà tener conto dell’applicazione del più elevato valore soglia del reclamo/mediazione. Se invece alla data del 1° gennaio 2018 il termine dei novanta giorni fosse già spirato allora il valore soglia al quale fare riferimento sarà ancora quello di 20 mila euro. Da ultimo, documento ricorda anche due ulteriori modifiche normative introdotte dal dl n.50/2017 all’istituto del reclamo/mediazione. La prima concerne l’estensione della limitazione di responsabilità già vigente per i funzionari dell’Agenzia delle entrate, anche ai rappresentanti dell’agente della riscossione, che in caso di mediazione tributaria saranno chiamati a rispondere solo nei casi di dolo. La seconda riguarda invece l’esclusione dalla mediazione tributaria delle cause relative a tributi costituenti risorse tradizionali dell’Unione europea in virtù del principio di indisponibilità degli stessi.