DDL AUTONOMI; PANSINI (ANF): BENE LA VALORIZZAZIONE DEI PROFESSIONISTI, MA IL RICORSO ALLE NUMEROSE DELEGHE AL GOVERNO DESTA QUALCHE PREOCCUPAZIONE E RICHIEDE SERIETA’ ED ATTENZIONE. TUTTO DA VALUTARE L’IMPATTO SULLA PROFESSIONE FORENSE

“E’ un bene per i professionisti e per il Paese che sia stato avviato un percorso che lascia dietro di sé un lungo periodo di indifferenza della politica e del legislatore nei confronti dei lavoratori autonomi e che costituisce un primo passo per valorizzarne pienamente il ruolo economico e sociale per la crescita economica nazionale ma desta perplessità e qualche preoccupazione la previsione di numerose deleghe in favore del Governo che di fatto sottraggono al dibattito parlamentare il confronto sulle singole misure con cui le deleghe dovranno essere attuate”.

Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense Luigi Pansini, in merito all’approvazione del Ddl autonomi.

“Tutto da valutare, poi, – continua Pansini – l’impatto delle nuove norme sulla professione forense. Sicuramente da salutare con favore sono l’estensione ai professionisti della tutela sui ritardati pagamenti della PA, l’aumento della deducibilità dei costi per la formazione e la possibilità per i professionisti di accedere ai bandi regionali e nazionali; altresì interessante potrebbe rivelarsi la misura che estende ai lavoratori autonomi la tutela prevista dell’ordinamento a favore dell’imprenditore debole e contro il contraente forte; quest’ultima previsione, se applicata anche agli avvocati e alla collaborazione tra gli stessi, rappresenta una tutela immediata a favore di tutti i Colleghi, compresi gli avvocati mono-committenti, e contemporaneamente pone fine alla discussione sull’equo compenso, sul giusto compenso e sulla reintroduzione dei minimi tariffari.

“Per altro verso – aggiunge Pansini –  la delega al Governo in materia di sicurezza e protezione sociale è volta in maniera molto esplicita ad attribuire alle casse private l’onere delle prestazioni sociali a favore dei professionisti con difficoltà reddituali. Così, se da un lato, il legislatore prende atto delle difficoltà in cui versano le professioni, e gli avvocati non fanno certo eccezione, dall’altro ributta la palla nel campo delle casse private prevedendo che siano loro ad adottare nuove contribuzioni a carico degli iscritti. Cassa Forense, quindi, in forza di questa previsione, potrebbe variare, aumentandole, le percentuali di contribuzione per far fronte alle difficoltà degli Avvocati disagiati. Le nuove misure introdotte, quindi, vanno studiate con attenzione”.

“L’approvazione definitiva, oggi, da parte del Senato, delle misure a tutela del lavoro autonomo, introduce disposizioni in chiaroscuro la cui bontà potrà essere apprezzata solo se risolutrici delle molte questioni che ancora zavorrano larga parte del tessuto economico autonomo:  dalla certezza dei pagamenti  alla presenza di  un regime fiscale che in termini di adempimenti diviene sempre più oppressivo, fino ad un riconoscimento del ruolo e dell’attività svolta dai professionisti a favore del cittadino, sempre più in funzione di totale supplenza rispetto a compiti e servizi che oggi lo Stato non vuole o non è più in grado di assicurare” – conclude Pansini.