DDL CONCORRENZA; PANSINI (ANF): BENE APPROVAZIONE DOPO SOFFERTO ITER. PROFESSIONE IN FORMA SOCIETARIA AMPLIA OPPORTUNITÀ CRESCITA AVVOCATO, NECESSARIO FAVORIRE AGGREGAZIONE PROFESSIONISTI E COMBATTERE RENDITE DI POSIZIONE AFFRONTARE ORA AMPLIAMENTO COMPETENZE E AVVOCATURA IN REGIME DI MONO-COMMITTENZA

“L’approvazione definitiva del Ddl Concorrenza, dopo un lungo e travagliato iter, segna per quanto riguarda l’avvocatura un punto di svolta, perché l’introduzione nel nostro Paese dell’esercizio della professione forense in forma societaria offre opportunità di aggregazione e di una migliore organizzazione del lavoro senza alterare le specificità dell’avvocato, con buona pace di coloro che hanno remato contro per difendere talune rendite di posizione”.

Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense Luigi Pansini.

“Da tempo – continua Pansini – i colleghi avvocati belgi, lussemburghesi, spagnoli, tedeschi e francesi e inglesi possono contare sui tipici modelli delle società di capitali, anche per rispondere in modo più efficiente alle richieste dei cittadini e delle imprese. Gli avvocati italiani che lo vorranno potranno finalmente competere ‘ad armi pari’ con gli altri legali europei. ANF ha difeso la previsione normativa fuori dal Parlamento in seno all’avvocatura, riscontrando nella norma quanto auspicato: i limiti per la presenza dei soci di capitale, che non devono detenere più di un terzo del capitale sociale, la necessità che la governance sia affidata ai soci professionisti e che vi sia massima trasparenza nell’individuazione del socio di investimento; miglioramenti saranno necessari per equiparare il modello societario a quello delle altre professioni regolamentate dalla legge n. 183 del 2011”.

“Ora è auspicabile affrontare con celerità le conseguenti problematiche sul piano fiscale e previdenziale per assicurare omogeneità di trattamento. Un passo verso un’avvocatura più rispondente alle esigenze contemporanee è stato fatto, ora la sfida torna su altre misure in favore e a tutela del cittadino, con l’ampliamento delle competenze ancora irragionevolmente di esclusiva di altre professioni e con la regolamentazione della figura degli avvocati che operano in regime di mono-committenza” – conclude Pansini.