DDL CONCORRENZA; PANSINI (ANF): BENE NORMA SU SOCIETA’ CAPITALE AVVOCATI. ATTENDIAMO APPROVAZIONE DEFINITIVA E SUPERAMENTO DI ALTRE RESISTENZE ANACRONISTICHE. LO STRUMENTO DELLA FIDUCIA NON DIVENTI LA REGOLA PER L’APPROVAZIONE DELLE LEGGI IN PARLAMENTO

“Forse lo sforzo ‘titanico’ in cui è impegnato ormai da quasi due anni il Parlamento nel licenziare il Ddl Concorrenza – primo provvedimento in materia in Italia – non porterà cambiamenti molto sensibili nel Paese, ma per quanto attiene la professione forense occorre registrare che il testo approvato oggi dall’Aula del Senato, ricorrendo purtroppo ancora una volta allo strumento della “fiducia”, contribuisce a rendere la disciplina delle società di avvocati opportunamente allineata a quella delle altre professioni regolamentate. Bene dunque a questo riguardo l’approvazione del Ddl, in linea con quanto auspicato da ANF. Attendiamo ora la definitiva approvazione, e confidiamo che il prossimo Ddl Concorrenza potrà affrontare alcune resistenze anacronistiche, come la possibilità per gli avvocati di autenticare gli atti di trasferimento di immobili ad uso non abitativo, considerate anche le recenti pronunce di merito che, in materia di negoziazione assistita, hanno ritenuto sufficiente l’intervento degli avvocati per il deposito in conservatoria dell’accordo raggiunto dai coniugi”.

Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense Luigi Pansini.

“Le norme dedicate all’esercizio della professione forense in forma societaria prevedono – continua Pansini –  che i soci, per almeno due terzi del capitale sociale e dei diritti di voto, devono essere avvocati iscritti all’albo e che il venire meno di questa condizione costituisce causa di scioglimento della società. L’incarico poi può essere svolto soltanto da soci professionisti in possesso dei requisiti necessari per lo svolgimento della specifica prestazione professionale richiesta dal cliente. Fondamentali, infine, sono le previsioni per cui i soci professionisti possono rivestire la carica di amministratori e la maggioranza dei membri dell’organo di gestione deve essere composta da soci avvocati”.

“Si delinea dunque la figura dell’avvocato nelle mutate esigenze professionali di una società ben diversa da quella in cui intere generazioni di professionisti hanno operato nei decenni scorsi, si favorisce l’interdisciplinarietà e al contempo si salvaguarda l’avvocato quale professionista garante dell’interesse del cittadino, al riparo da indebite interferenze e influenze” – conclude Pansini.

 

Roma 3 maggio 2017