Deliberato del 2 dicembre 2018 in tema di processo civile

ASSOCIAZIONE NAZIONALE FORENSE

CONSIGLIO NAZIONALE ANF, ROMA 1-2 DICEMBRE 2018

DELIBERATO IN TEMA DI PROCESSO CIVILE

Il Consiglio Nazionale dell’A.N.F. Associazione Nazionale Forense, riunito a Roma nei giorni 1 e 2 dicembre 2018,

premesso che

 

  • all’indomani dell’insediamento del nuovo Governo della Repubblica Italiana, il Ministro della Giustizia, nell’audizione alla Commissione Giustizia della Camera dell’11 luglio 2018, nell’illustrare le linee programmatiche del suo Ministero, ha manifestato la volontà “intervenire sul rito del processo civile, tratteggiando, sia per le cause in cui il Tribunale giudica in composizione monocratica sia quelle in cui giudica in composizione collegiale, un unico rito semplificato conformato ai principi del case management e di proporzionalità, con i quali risulta incompatibile un sistema processuale contrassegnato dalla predeterminazione legale dei poteri delle parti e del giudice”, il tutto però nella forma di “interventi chirurgici, volti ad asciugare l’attuale rito esistente, senza dunque stravolgimenti inconsulti, forieri di periodi di lunga e controversa interpretazione giurisprudenziale e dottrinale”;
  • solo da qualche giorno è noto l’articolato informale proveniente dal Ministro della Giustizia relativo alle possibili modifiche da apportare al codice di procedura civile;
  • il Ministro della Giustizia, in data di ieri, ha annunciato che all’articolato saranno apportate alcune modifiche suggerite dai soggetti ai quali la proposta di riforma è stata illustrata e che lo stesso sarà pubblicato “on line per una consultazione pubblica” nella seconda settimana di dicembre;
  • il Consiglio Nazionale dell’Associazione Nazionale Forense ha esaminato la bozza del testo di riforma del codice di procedura civile;

 

considerato

 

  • con grande sconcerto, che dalle misure proposte, peraltro contrariamente a quanto più volte affermato dal Ministro stesso e a quanto contenuto nel contratto di governo sottoscritto dalle forze politiche che guidano il Paese, si percepisce un atteggiamento intransigente e punitivo nei confronti del cittadino che si rivolge al giudice per la tutela dei propri diritti, desumibile, ad esempio, dalla previsione di: sanzioni pecuniarie e processuali in caso di mancata partecipazione delle parti alla prima udienza o in caso di mancata risposta; modifiche al regime ex art 96 c.p.c. in tema di lite temeraria con sanzioni elevate fino a dieci volte il valore del contributo unificato; una sanzione sino a € 50.000,00 a carico della parte per la mancata risposta all’ordine di esibizione ex art. 210 cpc;
  • che discutibili sono le misure favorevoli o punitive (aumento/diminuzione dei compensi; la previsione di illecito disciplinare) per gli avvocati che favoriscano e/o si sottraggano all’utilizzo dell’istituzione preventiva stragiudiziale;
  • che, sotto il profilo del rito, la proposta di riforma sembra propendere più per la “amministrativizzazione” del processo, con l’attribuzione di un accentuato potere dirigista in capo al magistrato, con la previsione di preclusioni e decadenze a carico delle parti, e con ipotesi di integrale sommarizzazione di tutti i gradi del giudizio, che con l’idea di un processo che possa essere effettivamente modulato a seconda delle esigenze probatorie del singolo caso concreto;
  • che dall’elaborato emerge una discutibile commistione tra lo strumento della negoziazione assistita e gli strumenti istruttori stragiudiziali;
  • che non è nemmeno condivisibile l’eliminazione della mediazione obbligatoria materia di responsabilità medica, lasciando unicamente strumenti di istruzione preventiva di natura processuale, quale condizione di procedibilità della domanda giudiziale, peraltro in contrasto con alcune pronunce di merito in materia, che prevedono particolari condizioni di ammissibilità del procedimento;
  • che, in realtà e ancora una volta, peraltro in linea con l’azione dei governi precedenti, l’asserito intervento riformatore riguarda “ossessivamente” il rito e le regole processuali, non affrontando le vere criticità del sistema, risorse e personale prima di ogni altra, ignorando la necessità di forme di organizzazione del lavoro dei magistrati e di una preparazione in chiave organizzativa/manageriale dei capi degli uffici giudiziari, “scaricando” sul cittadino le inefficienze del sistema e sacrificando la sua legittima aspettativa di giustizia;

 

tanto premesso, l’A.N.F. Associazione Nazionale Forense, richiamati i deliberati del suo consiglio nazionale dell’1-2 settembre 2018;

 

esprime

 

forte e netta contrarietà al progetto di riforma del codice di procedura civile così come articolato nella proposta del Ministro della Giustizia ad oggi nota, rimanendo comunque disponibile ad una fattiva interlocuzione che non prescinda dai seguenti principi irrinunciabili: garanzia di pieno contraddittorio; diritto delle parti alla prova; principio di collaborazione fra le parti e il giudice; valorizzazione effettiva del ruolo dell’avvocato nella sua funzione sociale di tutela dei diritti del cittadino;

 

invita

 

il Ministro della Giustizia e le forze parlamentari e di governo a rivedere integralmente il testo e l’intero impianto della proposta di riforma illustrata avviando un preventivo e necessario confronto con tutti gli operatori interessati per individuare i principi cardine di un’idea di processo civile che coniughi l’accesso alla giustizia e l’effettiva tutela dei diritti del cittadini nel rispetto del contraddittorio con un sistema-giustizia dotato di risorse e organizzato nel lavoro dei magistrati nella gestione dei procedimenti.

Manda al Segretario Generale perché promuova, in nome e per conto dell’associazione, con le componenti istituzionali e associative dell’Avvocatura, tutte le iniziative necessarie per un’effettiva interlocuzione con la politica e tutti gli operatori del diritto e per un’attività di sensibilizzazione e informazione sul contenuto dell’annunciato progetto di riforma del codice di procedura civile.

Roma, 2 dicembre 2018.

Associazione Nazionale Forense

2018 12 2 deliberato CN ANF su proposta Bonafede riforma processo civile