Deliberato del 7 ottobre 2017 sulla degiurisdizionalizzazione e gli strumenti alternativi di risoluzione delle controversie

ANF ASSOCIAZIONE NAZIONALE FORENSE

DELIBERATO DEL CONSIGLIO NAZIONALE DEL 7 OTTOBRE 2017

(Degiurisdizionalizzazione e strumenti alternativi di risoluzione delle controversie)

Il Consiglio Nazionale dell’Associazione Nazionale Forense, riunitosi a Roma in data 7 e 8 ottobre 2017,

 V I S T I

 

  • il documento del Consiglio Direttivo Nazionale dell’ANF Associazione Nazionale Forense del 1.7.2013, avente ad oggetto riflessioni e proposte emendative alle disposizioni contenute nel DL 69/2013 relativamente al settore giustizia (decreto del “fare”);
  • la scheda su “degiurisdizionalizzazione e partecipazione forense alla giurisdizione” del 19.5.2014 predisposta dal Consiglio Direttivo Nazionale dell’ANF Associazione Nazionale Forense;
  • il deliberato del Consiglio Direttivo Nazionale ANF del 24.9.2014;
  • gli elaborati e i documenti del 16.9.2016 e del 18.6.2017 predisposti dalla commissione ADR costituita in seno all’ANF Associazione Nazionale Forense;
  • i lavori della Conferenza di medio termine dell’ANF Associazione Nazionale Forense tenutasi a Bari dal 22 al 25 giugno 2017;

 P R E M E S S O

 

  • che l’efficienza degli strumenti alternativi di risoluzione delle controversie (ADR) è direttamente proporzionale ovvero, in ogni caso, imprescindibilmente legata all’efficienza del processo civile e del servizio giustizia;
  • che le ADR non possono e non devono essere solo un metodo di degiurisdizionalizzazione né tantomeno un intervento volto solo alla deflazione del contenzioso civile;
  • che gli strumenti alternativi di risoluzione delle controversie impongono un approccio collaborativo, e non avversariale, ai fini della risoluzione del conflitto e implicano una competenza del mediatore e dell’avvocato in mediazione che non può prescindere da una costante formazione e da un elevato tasso di specializzazione;
  • che è auspicabile che le parti, assistite da avvocati competenti e preparati, compiano una scelta consapevole a favore delle ADR quali strumenti coi quali riappropriarsi della disponibilità del proprio diritto e della possibilità di risolvere il conflitto confrontandosi e collaborando per trovare insieme la migliore soluzione possibile e giuridicamente utile che soddisfi gli interessi di entrambe, in quanto elaborata e accettata dalle stesse, in tempi brevi e non soggetta a gravame, con conseguente perseguimento (mediato) della certezza del diritto;
  • che è auspicabile riconoscere (anche) un’utilità sociale degli strumenti alternativi di risoluzione delle controversie quali procedimenti che permettono ai conflitti di emergere ed essere affrontati e risolti dalle parti stesse, pur se assistite dall’Avvocato e facilitato dal mediatore, che, riconoscendo i rispettivi  bisogni  ed  interessi, perseguono l’obiettivo sostanziale da tutelare rispetto a quello giuridico strettamente inteso, anche e soprattutto nell’ottica della continuità dei rapporti tra le parti, diminuendone la conflittualità e la litigiosità che il processo protrae nel tempo;
  • che è necessario ribadire il ruolo dell’Avvocato in mediazione che deve essere di assistenza, anche al fine di intervenire sul regime di responsabilità, distinguendo la fase giurisdizionale da quella stragiudiziale;
  • che è necessario armonizzare e coordinare i diversi strumenti alternativi di risoluzione delle controversie, con particolare riferimento ai rapporti tra la negoziazione assistita e la mediazione;
  • che è necessario non trascurare il dibattito in essere sorto all’indomani della relazione della Commissione Alpa e dell’approvazione della “Legge Gelli” ed avente ad oggetto l’ampliamento delle materie per le quali lo svolgimento della mediazione è condizione di procedibilità, le modifiche nel settore della negoziazione assistita, soprattutto nel settore della famiglia e, più in generale, la valorizzazione del ruolo dell’avvocato nei procedimenti di risoluzione alternativa delle controversie;

tanto premesso, l’Associazione Nazionale Forense

 O S S E R V A

 che è necessario intervenire sulle disposizioni di legge che disciplinano gli strumenti alternativi di risoluzione delle controversie (ADR) perseguendo le finalità di seguito elencate:

  1. armonizzare il procedimento di mediazione con gli altri strumenti alternativi di risoluzione delle controversie;
  2. chiarire la questione della necessaria presenza personale delle parti e della loro necessaria buona fede nello svolgimento del procedimento, alla luce delle pronunce giurisprudenziali aventi ad oggetto i principi di effettiva e personale partecipazione alla mediazione e il ruolo di assistenza dell’avvocato in mediazione;
  3. ridisciplinare la mediazione delegata mediante introduzione di un sistema che impedisca un’inopportuna “intromissione del processo nel procedimento (alternativo) e viceversa”;
  4. inserire una fase tecnica nell’attuale procedimento di mediazione anche mediante creazione di un nuovo istituto volto alla soluzione delle problematiche diverse da quelle strettamente sostanziali che ivi possono emergere, che costituisca “una consulenza tecnica” svolta in contraddittorio tra le parti anche nel successivo eventuale giudizio;
  5. riconoscere la trascrivibilità dei trasferimenti patrimoniali in sede di negoziazione assistita in materia familiare valorizzando ruolo e funzioni dell’avvocato;
  6. introdurre ulteriori incentivi fiscali per favorire il raggiungimento dell’accordo di mediazione.

 

ANF – Associazione Nazionale Forense

IL FILE PDF 2017 10 7 deliberato CN strumenti ADR