Deliberato del 7/9 marzo 2014 – art 39 della Legge professionale

IL TESTO IN PDF DEL DELIBERATO Deliberato art.39.CN.ROMA.7.8.9 mar (1)Il Consiglio Nazionale dell’Associazione Nazionale
Forense, riunitosi in Roma nei giorni 7-9 marzo 2014, in
relazione al punto 6 dell’ordine del giorno (Gruppo di lavoro
“art. 39 Legge Professionale”: esame relazione, discussione ed
eventuali deliberazioni),
– dopo ampia e proficua discussione e pur tenendo conto
delle preoccupazioni manifestate da parte dei
Consiglieri Nazionali sulla necessità di rispettare la
natura e lo spirito fondativo dell’Associazione Nazionale
Forense;
– tenuto conto del proficuo avvio dei lavori del tavolo
congiunto sull’art. 39 legge professionale forense,
dell’ampia (sia pure diversificata) partecipazione e
delle posizioni sinora registrate delle diverse
componenti dell’avvocatura
– tenuto altresì conto dei contributi delle Ata fatti
pervenire alla Commissione nominata nel CN di
Salerno del 14-15.12.2013, della relazione riassuntiva
finale della Commissione e dei contributi orali esposti
nel corso dei lavori
DELIBERA
A/ di confermare integralmente il contenuto del documento
approvato dal Consiglio Nazionale del 14-15 dicembre a
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Salerno in tutti e quattro i punti programmatici e propositivi:
1 impegno nel perseguire l’obiettivo di una rappresentanza
unitaria dell’Avvocatura;
2 volontà di contribuire in maniera propositiva all’attuazione
dell’art. 39 della legge professionale;
3 impegno a partecipare costruttivamente al tavolo
permanente di concertazione;
4 ricerca degli strumenti più idonei ed opportuni per
garantire la democraticità, la rappresentatività, la funzionalità
e l’efficacia dell’azione dell’organismo di rappresentanza di
cui all’art. 39;
B/ di impegnare gli Organi direttivi dell’Associazione a
partecipare al tavolo di concertazione per l’attuazione
dell’art. 39 della legge professionale ed ai successivi incontri
preparatori per l’organizzazione e la definizione del
prossimo Congresso Forense, avendo come riferimento i
quattro punti programmatici sopra evidenziati e lo statuto
dell’Associazione Nazionale Forense, conferendo loro ampio
mandato per l’individuazione di formule, anche alternative,
che possano contemperare le esigenze delle diverse
componenti dell’Avvocatura, al fine di perseguire fino in
fondo l’obiettivo dell’unitarietà dell’organismo di
rappresentanza (ivi comprese soluzioni che comportino la
previsione di riconoscimento di composizione mista
dell’organismo, in parte preponderante elettiva in sede
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congressuale ed in parte minoritaria per elezione e nomina
di enti qualificati, quali ad esempio le associazioni
maggiormente rappresentative, il tutto con rispetto delle
minoranze);
C/ in particolare si conferisce ampio mandato agli Organi
direttivi dell’Associazione, salva successiva approvazione del
Consiglio Nazionale, indicando quali punti condivisi e
qualificanti, i seguenti:
1) centralità del Congresso nazionale Forense,
mantenendone la cadenza biennale, nonché prevedendo la
conferenza nazionale di medio termine;
2) necessità di un organismo di rappresentanza politica il più
possibile unitario e comprensivo delle diverse componenti
dell’avvocatura, anche con nomina di componenti di diritto,
ma sempre con la prevalenza di rappresentanti eletti in sede
congressuale;
3) eventuale elezione diretta del Presidente dell’Organismo
e della Giunta da parte del Congresso, necessariamente
subordinata alla previsione di idonei meccanismi, quali la
sfiducia, con l’introduzione dei necessari contrappesi atti ad
impedire eventuali derive presidenzialistiche;
4) riduzione del numero dei delegati congressuali e dei
componenti dell’Organismo;
5) finanziamento obbligatorio del Congresso e
dell’Organismo da parte degli Ordini territoriali con
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modalità e misura da stabilirsi, anche come condizione alla
partecipazione al congresso ed all’organismo;
6) rispetto, nella amministrazione, delle regole di massima
sobrietà e trasparenza.
Roma, 7 – 9 marzo 2014
Il Consiglio Nazionale ANF