L'Avvocatura si spacca sulla mediazione
Lunedì 28 Giugno 2010
Il Sole 24 Ore del 26/06/2010
Patrizia Maciocchi
Una settimana di mobilitazione con un giorno di astensione dalle udienze e la "marcia" su palazzo Chigi per chiedere la modifica della disciplina sulla media conciliazione. Sceglie la linea dura il presidente dell'Organismo unitario dell'avvocatura Maurizio de Tilla e annuncia le iniziative nel corso di un'assemblea in cui sono stati chiamati a raccolta a Roma i consigli degli ordini. Dalla strada indicata dal leader dell'Oua si dissocia però il presidente del Consiglio nazionale forense Guido Alpa che indica piuttosto la via del dialogo con le istituzioni e degli strumenti legali, nella consapevolezza che la mediazione attua, seppur in maniera «non lineare e trasparente» una direttiva europea. «Nel processo di modifica del testo ci aiuterà la sinistra, a cui la mediazione così come è non piace - afferma il presidente Alpa - ma anche Gaetano Quagliarello ci ha assicurato attenzione alle nostre valutazioni. Azioni come quella dello sciopero ci si potrebbero ritorcere contro - ha continuato Alpa - dobbiamo impedire che si possa dire di noi che non vogliamo la mediazione perché non ci conviene economicamente, altrimenti perderemo la faccia".
Non dimostra invece alcuna fiducia negli interventi della politica Maurizio de Tilla. «A meno che la politica non disegni una riforma come l'abbiamo scritta noi, abolendo prima di tutto l'obbligatorietà, ipotesi a cui francamente non credo - afferma il presidente dell'Oua - i primi di ottobre faremo una settimana di mobilitazione con un giorno di astensione dalle udienze e una marcia su palazzo Chigi a cui inviteremo anche la Cassa forense se resterà impigliata nella manovra. Il consiglio nazionale forense - conclude de Tilla - ha scelto la linea morbida, noi come componente politica siamo per quella dura, daremo così un efficace supporto all'azione del Cnf».
La spaccatura che emerge dal tavolo della presidenza è evidente nella platea, divisa tra falchi e colombe, in un confronto, decisamente acceso, in cui viene spesso evocato lo spettro della legge Bersani, seppure con spirito diverso, tra chi la indica come una sconfitta che non si deve ripetere e chi la evoca, ricordando le manifestazioni di piazza, come una brutta figura da non replicare.
E ieri il Cnf ha approvato anche la bozza di regolamento sulla specializzazione. Il documento sarà inviato agli Ordini e alle associazioni per le osservazioni in vista della versione definitiva. Il provvedimento prevde, tra l'altro, che il diploma di specializzazione potrà essere conseguito dall'avvocato iscritto da almeno quattro anni all'Albo, che abbia frequentato scuole o corsi di alta formazione per almeno due anni (200 ore di formazione) e che abbia sostenuto un esame (scritto e orale) presso il Cnf, unico ente titolato a rilasciare il diploma di specialista. Le scuole e i corsi di alta formazione potranno essere organizzati dalle associazioni forensi o altri soggetti ma dovranno essere riconosciuti dal Cnf, che vigilerà sulla qualità del programma, ed iscritti in un apposito registro.
|