Legali avanti tutta sulle specializzazioni
Giovedì 23 Settembre 2010
Specializzazioni avanti tutta. Con la definizione delle regole per attribuire agli avvocati il titolo di specialista nelle varie aree del diritto. Questa l'indicazione emersa sabato scorso in occasione della riunione dei presidenti dei consigli dell'ordine, convocati a Roma dal consiglio nazionale forense per discutere della bozza del regolamento per il riconoscimento del titolo di specialista, messa a punto dal Cnf. Una riunione, quella di sabato scorso, durante la quale l'avvocatura ha anche trovato piena unitarietà sulla linea dura da mantenere nei confronti di governo e parlamento, viste le mancate risposte su temi caldi come la riforma della giustizia e il riordino dell'ordinamento forense (si veda ItaliaOggi del 21 settembre scorso).
Le specializzazioni. La bozza di regolamento diffusa sabato scorso, predisposta dal Cnf prima della pausa estiva e inviata a ordini e associazioni per le osservazioni, disciplina le modalità per l'acquisizione del titolo di avvocato specialista e il suo mantenimento, principalmente attraverso la definizione delle aree di specializzazione e di un percorso per l'acquisizione del titolo segnato dalla frequenza di corsi specializzanti e da un esame presso il Cnf. Il presidente Guido Alpa ha sottolineato la necessità di varare il regolamento concepito come «un ulteriore strumento per l'attuazione delle concezioni fondanti ed ispiratrici della proposta di riforma della professione forense e che tendono ad una maggiore qualificazione professionale». E proprio la lentezza con la quale il parlamento sta affrontando l'esame della riforma, che disciplina anche la specializzazione, sta convincendo l'avvocatura ad approvare un proprio regolamento per bruciare i tempi. Il vicepresidente Ubaldo Perfetti, coordinatore del gruppo di lavoro sulle specializzazioni, ha illustrato, anche alla luce delle indicazioni ricevute da ordini e associazioni, gli aspetti problematici della disciplina regolamentare, con particolare riguardo ai requisiti per conseguire il titolo, alla garanzia di un ruolo attivo e propositivo dei consigli degli ordini e a quella del pluralismo delle offerte formative, al rapporto tra regolamento e codice dei deontologia, alla disciplina transitoria. «Si tratta di un cantiere aperto», ha detto Perfetti. «Oggi raccoglieremo ulteriori indicazioni e poi sottoporremmo al Consiglio nella prossima seduta amministrativa, un testo che tenga conto anche di ciò che di utile emergerà dalla discussione». «Dalla platea», recita la nota diffusa dal Cnf, «è arrivato il suggerimento di esaminare con particolare attenzione il tema della disciplina transitoria per evitare che l'anzianità costituisca di per sé fattore costitutivo della specializzazione».
La pensa diversamente, però, l'Associazione nazionale forense, che ha ribadito però come il via libera alle specializzazioni rappresenti un passo fondamentale per la modernizzazione dell'avvocatura. «Siamo assolutamente favorevoli all'introduzione delle specializzazioni», ha dichiarato il segretario generale dell'Anf, Ester Perifano, sottolineando però come il testo «vada rivisto in molti punti».
La protesta. Sempre sabato scorso l'avvocatura unita ha approvato un documento di attacco frontale a governo e parlamento, scegliendo la via della protesta pubblica per invocare risposte concrete da parte della politica, ormai da troppo tempo attese, sia sulla riforma della giustizia sia sul riordino dell'ordinamento forense. Il ministero della giustizia, nel dettaglio, viene invitato a rispondere «a tutte le richieste formulate, che saranno ribadite con manifestazioni di protesta e di proposta che si cumuleranno nel congresso nazionale di Genova del novembre prossimo».
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