Avvocati mai alle dipendenze. Soddisfatte le associazioni
Venerdì 5 Novembre 2010
Ordinamento forense. Il voto del Senato atteso la prossima settimana.
Potrebbe chiudersi entro giovedì prossimo la votazione in prima lettura al Senato sul testo sulla riforma dell'avvocatura. Ieri l'Aula ha approvato altri due articoli sull'ordine forense - con l'individuazione degli organi e le strutture territoriali, fissando presso la Cassazione l'Ordine circondariale di Roma - e iniziato l'esame dell'articolo sugli organi dell'ordine circondariale e degli ordini distrettuali.
In attesa del previsto rush della prossima settimana, le associazioni di categoria esprimono unanime apprezzamento per la piega presa dal voto, in particolare sul ripristino della incompatibilità tra iscrizione all'albo e titolarità di un rapporto di lavoro subordinato nel settore privato.
L'Associazione nazionale forense parla di «notte che ha davvero portato consiglio» riferendosi alla marcia indietro della maggioranza sul punto, aggiungendo che un orientamento diverso «avrebbe fatto precipitare la categoria nel caos e messo in seria difficoltà la cassa di previdenza, una delle poche con i conti veramente a posto». «Preoccupa solo - dice Ester Perifano, segretario generale dell'Anf - che la discussione sulla riforma proceda in modo così disordinato e confuso: l'avvocatura continuerà pertanto a mantenere alta l'attenzione per difendere sempre la dignità e l'autonomia della professione».
Anche il Cnf prende atto con soddisfazione del ripristino dell'incompatibilità, «funzionale al rispetto dei principi di autonomia e indipendenza del l'avvocato».
Sulla stessa linea anche Maurizio de Tilla, presidente dell'Organismo unitario dell'avvocatura italiana: «L'albo ordinario deve contenere solo avvocati liberi professionisti, con chiari requisiti di indipendenza e autonomia - ha sottolineato - in tal senso si era già espressa la Corte Costituzionale che, a suo tempo, aveva dichiarato per esempio il part time illegittimo e incompatibile con l'esercizio della libera professione. Il legislatore con il voto in aula al Senato ha rispristinato una norma di buonsenso che tutela l'integrità della professione e garantisce la qualità della prestazione per i cittadini».
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