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Specializzazioni, avvocati divisi
Giovedì 2 Dicembre 2010

Il Congresso nazionale forense di Genova si è chiuso con la spaccatura: si ricomincia daccapo
È stato revocato il regolamento messo a punto dal Cnf

di Gabriele Ventura

È un'avvocatura divisa quella che esce dal congresso nazionale di Genova. Pomo della discordia, le specializzazioni. Con una mozione approvata da una maggioranza risicata della categoria, infatti, è stato revocato il regolamento messo a punto e approvato a settembre dal Consiglio nazionale forense. E un'altra mozione ha previsto la riapertura di un tavolo di confronto. Insomma, sulle specializzazioni si ricomincia daccapo. Con buona pace delle associazioni specialistiche, che su quel regolamento hanno puntato ormai da tempo. Se da un lato quindi il congresso forense è stata un'occasione unica per far sentire al ministro della giustizia, Angelino Alfano, la protesta unitaria della categoria sulla mediaconcializione obbligatoria e sull'iter della riforma forense (approdata alla Camera come ac 3900 e assegnata alla commissione Giustizia), dall'altro il nodo specializzazioni è ormai difficile da sciogliere. Tanto che l'Unione delle camere penali ha sottolineato una volta di più di «non riconoscere il ruolo e la rappresentanza dell'Oua» e che non sarà «parte integrante del congresso forense fino a quando non si prenderà atto che bisogna dar corpo a forme di rappresentanza realmente democratiche, fondate sul riconoscimento delle molteplici realtà dell'avvocatura, rispettose del naturale dualismo degli organismi istituzionali e associativi, perciò radicalmente diverse dall'Oua rivelatesi, anche sul campo, di ostacolo alla crescita dell'avvocatura». Quanto al presidente dell'Oua, Maurizio de Tilla, ha definito l'assise di Genova «un successo per la manifestazione di unità della categoria e per la capacità di rappresentanza e di dialogo tra i vertici e la base dell'avvocatura stessa». «Abbiamo un'avvocatura che si è confrontata apertamente per proporre un nuovo modello di giustizia a misura di cittadino e per il rilancio economico del paese», ha detto, «Abbiamo discusso per costruire una professionalità che punti su qualità e merito: per una professione che sia sempre di più al passo con i tempi». Il presidente dell'Oua elenca così i temi su cui si è costruita una proposta politica condivisa: «Abrogazione della legge Bersani (anche per decreto legge, se si scioglie il Parlamento), riconoscimento del ruolo costituzionale dell'avvocatura, riforma forense, accesso programmato e di qualità all'università, formazione e regolamento sulle specializzazioni. Ma non solo, anche un secco no alle sezioni distaccate, all'ausiliario del giudice e a proposte pasticciate su giustizia civile e penale». Rammarico per il ritiro del regolamento sulle specializzazioni anche da parte dell'Unione nazionale camere avvocati tributaristi. «Si tratta di una decisione antistorica», ha detto il presidente dell'Uncat, Patrizio Tumietto, «che ignora l'evoluzione del diritto e delle realtà economiche, rinchiudendo gli avvocati in steccati generalisti che non rappresentano la realtà della professione, in cui coabitano professionisti che hanno scelto di mantenere l'impostazione generalista e altri che invece, legittimamente, hanno operato scelte professionali improntate alla specializzazione». A parere dei giovani avvocati dell'Aiga, invece, il punto debole del regolamento è il regime transitorio che consente la specializzazione «ope legis» degli avvocati più anziani. «L'Aiga», ha spiegato il presidente Giuseppe Sileci, «si è sempre battuta per l'obbligatorietà della formazione ed è da sempre favorevole alle specializzazioni, ma non può consentire che all'interno del ceto forense, la cui componente giovane costituisce più del 60% degli iscritti, si attuino scelte regolamentari gerontocratiche». Soddisfazione, per il ritiro del regolamento del Cnf, anche da parte dell'Anf. «Se il Consiglio nazionale lo avesse fatto spontaneamente», ha detto il segretario generale Ester Perifano, «si sarebbero potute evitare molte tensioni. Apprezziamo, comunque, la disponibilità del presidente Alpa a riaprire la discussione sul tema».



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