Giustizia: Anf, quali criteri per incontro avvocatura con Alfano?
Giovedì 13 Gennaio 2011
“Il comportamento del ministro della Giustizia è semplicemente stupefacente, quasi quanto quello del presidente del consiglio nazionale forense, Guido Alpa, che lo avalla". Lo rileva Ester Perifano, segretario generale dell'Associazione Nazionale Forense.
"Ambedue - rileva in una nota - dimenticano che solo due mesi fa c'è stato un Congresso dell'Avvocatura che, democraticamente, ha indicato alle rappresentanze istituzionali (CNF) e politica (OUA) una linea politica ben precisa, alla quale sia l'una che l'altra dovranno adeguarsi. Auspichiamo che gli ordini graziosamente ammessi al cospetto del Guardasigilli non avallino un vero e proprio colpo di mano che umilia tutta l'avvocatura”.
Domani, ragguaglia sempre la nota, una delegazione di avvocati guidata dal presidente del Consiglio nazionale forense, Guido Alpa, incontrerà il ministro della Giustizia. All'incontro parteciperanno, oltre al presidente Alpa, i rappresentanti di alcuni Consigli dell'Ordine degli avvocati, "individuati dal ministro senza che sia stato reso noto il criterio adoperato".
“La delegazione che domani andrà dal ministro non ha alcun titolo per parlare a nome dell'avvocatura - commenta il segretario generale dell'Associazione nazionale forense, Ester Perifano - perché 7 ordini dovrebbero esprimere il pensiero anche degli altri 157? Gli avvocati, con grande lungimiranza, si sono dotati da tempo di rappresentanze democraticamente elette, peraltro, appena due mesi fa nel corso di un Congresso tra i più partecipati degli ultimi anni. Il ministro lo sa bene, perché è venuto, anche se è tornato a casa con più fischi che applausi. Non vorremmo che la scelta di convocare oggi solo alcuni tra gli avvocati sia dettata dal timore di trovare ancora una volta contrasto rispetto a proposte, come la mediaconciliazione obbligatoria, che l'avvocatura ha già sonoramente bocciato".
"Il ministro - prosegue la nota - può confrontarsi con chi crede, ma se vuole parlare con l'avvocatura deve farlo con i suoi legittimi rappresentanti. E se il ruolo istituzionale giustifica l'interlocuzione con il Cnf, che rimane però pur sempre una istituzione, non è giustificata la esclusione dal tavolo dell'Organismo Unitario dell'Avvocatura , rappresentanza politica democraticamente eletta, e la inclusione solo di alcuni Ordini e non di altri. La democrazia si rispetta sempre, soprattutto quando c'e' chi dissente, e lo fa nelle forme legittime”.
“Suscita grandissima meraviglia anche il comportamento del presidente Consiglio nazionale forense - continua Ester Perifano - che avalla la scelta di convocare solo alcuni ordini.
Se è grave che un ministro non rispetti le autonome e democratiche scelte degli avvocati, è ancor più grave che la massima istituzione forense avalli questo comportamento, sostenendo favoritismi e divisioni. Stupisce ancor di più tale comportamento, soprattutto considerato che tutti i Consigli dell'Ordine d'Italia sono stati proprio dal Presidente Alpa convocati per il 15 gennaio prossimo. Per fare cosa? Per ratificare decisioni già prese da pochi illuminati?".
“Ricordiamo - conclude Ester Perifano - che il Congresso ha dato all'Oua e al Cnf una linea chiarissima : ritirare il regolamento sulle specializzazioni e confrontarsi con il ministro per modificare in modo sostanziale la disciplina della conciliazione obbligatoria. Le delibere congressuali, anche se non piacciono, vanno rispettate : questa è, semplicemente, la democrazia. Di princìpi, per quanto illuminati, nessuno sente il bisogno in questo momento di grave crisi e di grandi difficoltà”.
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