Sindacato avvocati sul piede di guerra non piace la nuova legge professionale
Lunedì 14 Marzo 2011
TAVOLA ROTONDA PESANTI CONTESTAZIONI AL CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE E AI POLITICI
Al Tribunale, nell'aula magna della corte d'appello, il Sindacato avvocati Bari, ha organizzato una tavola rotonda su «La riforma della legge professionale tra propaganda e realtà». Quella dell'Avvocatura è una crisi di mercato. Le aree di intervento per il professionista sono ridotte: nella mediaconciliazione di cui tanto si parla è esclusa la figura dell'avvocato quale difensore del cittadino. Nel processo tributario, ad esempio, la difesa è consentita anche ad ingegneri, architetti, consulenti del lavoro, ad altre categorie professionali. L'erosione delle aree di intervento è costante ed inesorabile. E sugli avvocati pesa persino il pregiudizio secondo il quale sarebbero loro ad intasare il sistema giustizia inventando cause o dilatando la durata dei processi civili. La nuova legge di riforma professionale, approvata al Senato nel novembre 2010 e in discussione alla Camera, non affronta in alcun modo i problemi di mercato dell'Avvocatura ma sembrerebbe addirittura aggravarli. Una riforma che sembra avere l'unico obiettivo di ridurre di almeno 50.000 unità il numero degli avvocati (oggi 230.000), con norme che, tra le altre cose, prevedono la cancellazione automatica dall'albo per coloro i quali non riescono a raggiungere determinati redditi stabiliti piuttosto autoreferenzialmente dal Consiglio nazionale forense. Le incongruenze tra esigenze reali dell'Av vocatura e il contenuto della legge professionale sono state messe a fuoco dall'avv. Luigi Pansini , segretario del Sindacato avvocati di Bari, nella relazione di apertura. Il rappresentante del Consiglio nazionale forense, l'avv. Antonio Damascelli , ha provato a spiegare ad una platea a volte anche «rumorosa» l'essenza di una legge di riforma che appare che appare non solo inutile ma persino dannosa. All'avv. Francesco Paolo Sisto , deputato del Pdl in Commissione Giustizia, è toccato il compito non facile di spiegare le complesse ragioni che hanno portato alla formulazione di una proposta articolata in questo modo e non certo gradita alla maggioranza degli avvocati che operano ogni giorno nei tribunali di tutt'Italia. Sono intervenuti tra gli altri l'avv. P i e rl u i g i Vu l c a n o del Sindacato barese, l'avv. Ester Perif ano segretario generale dell'Associazione nazionale forense, l'avv. Cinzia Capano , esponente Pd della Commissione Giustizia della Camera. A chiudere i lavori, l'avv. Manuel Virgintino , presidente del Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Bari.
scarica l'allegato |