|
DOCUMENTI E DELIBERATI
|
|
clicca qui per il blog di Anf
|
|
|
|
Rassegna Stampa
La Cassa Forense mette in sicurezza il patrimonio degli iscritti
Venerdì 22 Aprile 2011
|
|
|
|
|
|
La Cassa di Previdenza e Assistenza Forense anticipa i ministri Giulio Tremonti e Maurizio Sacconi e punta sulla sicurezza per i propri iscritti. L'ente di previdenza degli avvocati, che paga le pensioni e fornisce assistenza a quasi 160 mila legali italiani, ha messo a punto una strategia di investimenti che ha bruciato sul tempo le indicazioni giunte dal governo. Di recente i ministeri dell'Economia e del Welfare avevano inviato una circolare alle casse di previdenza dei professionisti italiani nella quale si spiega chiaramente che «i piani di investimento... dovranno scaturire da modelli di gestione degli investimenti e del patrimonio integrati con la struttura del passivo». E, per evitare fraintendimenti, aggiunge: «Il punto di partenza della redazione dei suddetti piani è quindi un'analisi integrata delle poste dell'attivo e del passivo». Detto in altri termini, il ministero ha spinto sull'acceleratore affinché tutte le casse privatizzate utilizzino l'Alm (Asset liability management) quale strumento di gestione del patrimonio. La Cassa Forense ha adottato questo sistema ormai da tre anni e sta rimodulando l'asset allocation non tanto in relazione della performance nel breve termine, quanto in un'ottica di matching con le future passività. In particolare, per un ente previdenziale come la Cassa Forense, legata a significative passività che si estendono per un lungo periodo (pagamento delle pensioni ed erogazione di servizi assistenziali), diventa centrale la gestione del rischio tassi, del rischio liquidità e del rischio inflazione. Così la tendenza è di spostare gli investimenti sui beni reali, quali i titoli governativi inflation-linked, immobili, commodity e private equity. La Cassa forense ha già spostato una quota di investimenti dai bond governativi nominali a quelli legati all'inflazione, ma l'obiettivo strategico è dimezzare il valore dei primi (che attualmente coprono il 34% degli investimenti) e far crescere i secondi oltre il 25%. Operazioni analoghe sono state realizzate per incrementare gli investimenti immobiliari, soprattutto attraverso fondi, e per diversificare la tipologia degli investimenti nelle classi più rischiose. L'adozione dell'Alm conferma come la Cassa Forense stia ormai acquisendo sempre maggiore consapevolezza della necessità di professionalizzare la propria gamba finanziaria. Una gamba che ha enormi prospettive di crescita. Il numero di avvocati iscritti alla Cassa è aumentato negli ultimi anni in modo esponenziale garantendo per i prossimi decenni consistenti flussi finanziari (i contributi pagati dagli iscritti). Il rischio di uno squilibrio nel medio periodo è stato ormai accantonato grazie alla riforma entrata in vigore l'anno scorso non senza sacrifici per gli avvocati (incremento dell'età pensionabile, aumento dei contributi con agevolazioni per i più giovani e introduzione di una pensione modulare integrativa) che ha messo a posto i conti e ha dato certezza sul futuro. Il presidente della Cassa Forense, Marco Ubertini, ormai lo ripete da tempo: «Dobbiamo operare sul mercato finanziario con la professionalità, la competenza e il peso connaturatoa un soggetto che può contare su un patrimonio di oltre5 miliardi di euro che cresce ogni anno in modo significativo». La traiettoria della Cassa Forense è comune ad altri enti previdenziali. Tanto che la circolare sull'Alm diffusa nei giorni scorsi va inserita in una più generale dialettica tra governo e casse di previdenza dei professionisti. Queste ultime sono enti privati, dotati di particolare autonomia; e la ricchezza sulla quale possono contare alcune di loro ha attirato un professionista accorto come il ministro Tremonti che, in tempi di vacche magre, ha più volte provato a utilizzare la ricchezza delle Casse. A volte trattandole come importanti investitori istituzionali, alla stregua delle fondazioni bancarie, come nel caso della richiesta di contribuire al fondo dell'housing sociale e, recentemente, a quello anti-scalate. Altre, in modo più dirigista, ha provato a mettere vincoli e paletti che riportassero sotto l'ombrello governativo alcune strategie decisionali delle Casse. La partita è ancora aperta: Tremonti dovrà giocarla con le Casse di previdenza ma anche con il collega Sacconi, che da ministro vigilante sugli enti di previdenza non ci sta a essere scavalcato da Via XX Settembre. |
|
|