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Rassegna Stampa
Compromesso sulla conciliazione
Martedì 10 Maggio 2011

 
   
Oggi Consigli dell'ordine forense dal ministro Alfano. Modifiche alla disciplina in dirittura

Assistenza tecnica dell'avvocato per gli importi più elevati

 

Compromesso in arrivo sulla conciliazione. Con l'obbligo di assistenza tecnica dell'avvocato per i procedimenti di importo superiore a 5-10 mila euro e l'eliminazione parziale dell'obbligatorietà della mediazione a seconda della materia della lite. Questa, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, la proposta che i Consigli dell'ordine forense porteranno oggi sul tavolo del ministro della giustizia, Angelino Alfano. Una proposta sulla quale, però, vige il riserbo più assoluto da parte degli ordini coinvolti dal guardasigilli, che poche ore prima dell'incontro si riuniranno per arrivare a un punto di incontro. Ma un'ipotesi più che verosimile potrebbe essere proprio quella del «compromesso», dato che da un lato il ministro ha annunciato alla manifestazione delle Camere penali di voler riaprire il confronto sulla mediazione, dall'altro è difficile pensare che possa accettare tout court le proposte dell'avvocatura di sospensione e di restyling completo della normativa. Una «via di mezzo» su cui però la categoria è destinata a spaccarsi ulteriormente. Così come Alfano, con il tavolo programmatico annunciato per oggi, ha messo il dito nella piaga delle divisioni interne all'avvocatura, escludendo dall'incontro il Consiglio nazionale forense, l'Organismo unitario dell'avvocatura e le associazioni rappresentative. Sempre secondo quanto risulta a ItaliaOggi, infatti, parteciperanno di certo all'incontro gli ordini di Milano, Roma, Palermo, Genova e l'Unione triveneta dei consigli dell'ordine degli avvocati.Gli ordini coinvoltiCome detto, gli ordini convocati in via Arenula non hanno voluto rendere nota la proposta di revisione della conciliazione obbligatoria, entrata in vigore il 21 marzo scorso, che porteranno sul tavolo di Alfano. «Con il ministro i dialoghi non sono mai cessati», afferma il presidente dell'Ordine di Roma, Antonio Conte, «e all'assemblea delle Camere penali ha espresso il desiderio di interloquire con gli ordini più rappresentativi, rendendosi conto che sono quelli che hanno il polso della situazione a livello territoriale». Secondo il presidente dell'Ordine di Palermo, Enrico Sanseverino, «è importante aprire nuovamente il dialogo con il ministro. Domani (oggi, ndr) verificheremo la disponibilità di tutti a trovare un punto di incontro tra le aspettative e le esigenze dell'avvocatura da un lato e della politica dall'altro». Sarà presente anche l'Unione triveneta. «Valutiamo molto positivamente questa iniziativa», dice il presidente, Antonio Francesco Rosa, «riguardo alla posizione critica dell'Oua, a mio parere l'interesse comune dell'avvocatura è arrivare a un chiarimento costruttivo su questa tematica superando qualsiasi conflitto». Unione Triveneta che rappresenterà, tra gli altri, l'Ordine degli avvocati di Venezia, tra i più duri contestatori della linea di protesta avanzata dall'Oua. «La nostra posizione sarà rappresentata al ministro dall'Unione Triveneta», spiega il presidente, Daniele Grasso, «ma abbiamo in previsione anche di avviare contatti diretti con via Arenula e i dirigenti per far pervenire le nostre indicazioni di supporto nella modifica della normativa».La denuncia dell'OuaDura, invece, la protesta dell'Oua contro il comportamento di Alfano, che ha escluso dal tavolo buona parte della categoria. Secondo il presidente, Maurizio de Tilla, che di compromesso non vuole neanche sentir parlare, è infatti «inaccettabile che il ministro non voglia riconoscere l'impegno e la protesta dell'avvocatura. Duecento mila avvocati hanno manifestato, con l'astensione dalle udienze e con due grandi incontri a Roma, la contrarietà alla mediaconciliazione obbligatoria». «In tutta Italia», attacca ancora de Tilla, «si registrano assemblee di avvocati che chiedono al ministro Alfano di abrogare la obbligatorietà della mediaconciliazione». Secondo l'Oua, insomma, l'iniziativa del guardasigilli «rischia di essere dettata dalla prossimità della tornata elettorale, piuttosto che dal merito dei problemi avanzati in questi mesi».


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