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Rassegna Stampa
Italia e Uk si scambiano i crediti
Lunedì 6 Giugno 2011
La formazione continua si fa internazionale. Per gli avvocati italiani che frequentano le corti inglesi, infatti, sarà possibile farsi riconoscere i crediti formativi maturati all'estero. Un'ottima opportunità per quei professionisti che lavorano nelle law firm in Italia e che, per ragioni di lavoro fanno spesso la spola con l'Inghilterra.
Lo ha annunciato, mercoledì scorso, il Consiglio nazionale forense che, con una nota, ha spiegato che i legali iscritti in ordini italiani potranno adempiere al loro obbligo formativo seguendo corsi accreditati dalla Solicitors regulation authority (Sra) nella misura del 75%, «in cui un'ora di formazione continua riconosciuta dalla Sra corrisponde a un credito formativo italiano».
In altre parole, ha spiegato la nota del Cnf, «considerando che gli avvocati ita¬liani devono maturare 75 crediti in tre anni, i crediti che possono maturare seguendo corsi Sra sono 56,25.1 restanti 25% deve essere ottenuto seguendo i corsi accreditati dal Cnf o dai Consigli dell'Ordine e deve comprendere tutti i crediti richiesti in materia di ordinamento forense, previdenza e deontologia (15)».
D'altronde, per i colleghi di Oltremanica è già prevista la possibilità di soddisfare fino al 75% i requisiti di formazione continua secondo le regole in¬glesi con i corsi italiani.
Il Consiglio nazionale-forense, presieduto da Guido Alpa, ha firmato un Memorandum d'intesa con la Law society di Inghilterra e Galles sul reciproco riconoscimento della formazione professionale continua.
«L'accordo è una prima assoluta per la Law society, mentre per il Cnf si aggiunge a quello già stipulato con la Francia», si legge nella nota del Cnf. «Sco¬po del Memorandum è quello di promuovere e facilitare la libera circolazione degli avvo¬cati tra Inghilterra e Galles ed Italia e consentire loro una maggiore flessibilità.
Il Memorandum dà atto del regime attuale vigente in In¬ghilterra per i solicitors e in Italia per gli avvocati. Il si¬stema inglese gode già di una certa flessibilità visto che il 75% della formazione professionale continua inglese può essere costituita da corsi non accreditati dalla Sra (la Solicitors regulation authority) e può ben comprendere corsi della formazione continua italiana.
Il sistema italiano prescrive invece che il 100% della formazione continua debba essere composta da corsi accredita dal Cnf o dai Consigli dell'Ordine.
Ora gli avvocati italiani potranno avvalersi del nuovo regime previsto dal Memoran¬dum in sostituzione di quello nazionale».
Il memorandum Cnf-Law Society, ricorda la nota, è entrato in vigore lo scorso mese di gennaio e tutti gli avvocati e solicitor avranno diritto di scegliere di soddisfare i requisiti di Formazione continua con il nuovo regime.
«Il Memorandum consente agli avvocati italiani di profittare dei contatti e delle iniziative sviluppati con la Law Society per espandere le loro conoscenze, migliorare le loro competenze e partecipare al processo di europeizzazione della professione forense», ha commentato Guido Alpa, presidente del Cnf.
«Il Cnf da anni promuove questo processo e i corsi svolti a Londra con l'apporto degli avvocati inglesi, gli incontri di studio e di scambio di esperienze professionali si rivelano forieri di grandi opportunità per tutti coloro che li frequentano con diligenza»,
Il presidente della Law Society Linda Lee ha commentato così l'iniziativa: «Abbiamo lavorato a questa iniziativa l'anno scorso, durante la nostra ultima visi¬ta in Italia, ed è incoraggiante vedere che l'iniziativa si è potuta realizzare.
Essa rafforza ancora di più il già stretto legame esistente tra i solicitors di Inghilterra e del Galles ed i loro colleghi italiani. Lavorare a stretto contatto con ì nostri colleghi europei è, infatti, utile per tutta l'avvocatura del nostro continente e realizza una eccellente intesa tra le profes¬sioni legali. Siamo desiderosi di costruire e sviluppare contatti e relazioni nonché una sempre maggiore cooperazione con il mondo legale italiano in occasione del nostro prossimo incontro in giugno».
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