Mediazione, no a colpi di spugna
Martedì 7 Giugno 2011
Unioncamere scrive ad Alfano
Camere di commercio contro l'accordo Alfano-Avvocatura sulla mediazione obbligatoria. Che prevede, secondo quanto annunciato dallo stesso ministro della giustizia dieci giorni fa a un convegno ad hoc organizzato da via Arenula, l'assistenza necessaria di un legale nel procedimento di mediazione. Si tratta di una modifica al digs n. 28/2010, entrato in vigore il 21 marzo scorso, che dovrebbe vedere la luce entro giugno tramite decreto legge. Umoncamere, però, attraverso una lettera inviata allo stesso Guardasigilli ha espresso sia la propria contrarietà a modifiche in corsa della disciplina senza il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati sia «viva preoccupazione» per i contenuti delle proposte avanzate. «Riteniamo positiva l'apertura di un confronto con la categoria forense», scrive Unioncamere nella lettera inviata al Guardasigilli, «allo stesso tempo però le esprimiamo viva preoccupazione per alcuni dei contenuti delle proposte avanzate, che potrebbero snaturare le caratteristiche qualificanti della mediazione, finendo per disincentivarne l'utilizzo e vanificare la reale efficacia dell'istituto, anche in termini di deflazione del contenzioso». In particolare, le Camere di commercio ritengono che limitando l'obbligatorietà dello strumento «la stragrande maggioranza delle controversie tra imprese sarebbe esclusa dall'applicazione dell'istituto». «Preoccupa inoltre», continua Unioncamere, «l'impatto che la previsione dell'assistenza necessaria di un legale, specie se generalizzata, potrebbe avere in termini di costi per gli utilizzatori della mediazione. Peraltro, l'attività di mediazione non necessariamente richiede particolari competenze giuridiche, bensì a capacità di favorire la composizione amichevole della lite». «Riteniamo non opportuno», concludono le Camere di commercio, «modificare in corsa le regole che disciplinano l'utilizzo della mediazione senza prima coinvolgere tutti i soggetti interessati». Un altro soggetto che si è opposto fin dall'inizio alla trattativa Alfano-avvocatura, ma perché ritiene le eventuali modifiche troppo «blande», è l'Organismo unitario dell'avvocatura. Che con un deliberato approvato il 2 giugno scorso ha confermato lo stato di agitazione dell'avvocatura e proclamato l'astensione dalle udienze civili, penali, amministrative, contabili e tributarie e da ogni attività giudiziaria per il prossimo 23 giugno.
Gabriele Ventura
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