Conciliazione, in Senato avvocati contro l'obbligatorietà
Giovedì 9 Giugno 2011
Parlamento contro governo sulla mediazione obbligatoria.
Mentre il ministro della giustizia, Angelino Alfano,assicura da un lato che l'obbligatorietà del procedimento non verrà eliminata, neppure in parte (da ultimo al convegno organizzato da via Arenula dieci giorni fa), dall'altro maggioranza e opposizione, in commissione Giustizia del Senato, stanno portando avanti due progetti di legge che vanno in senso opposto, stravolgendo il dlgs n. 28/2010. Ddl sui quali ora sta puntando l'avvocatura, che ieri è stata ricevuta al gran completo in audizione a Palazzo Madama, alla presenza, tra l'altro, del sottosegretario alla Giustizia, Maria Elisabetta Alberti Casellati. «Bene la eliminazione dell'obbligatorietà della mediazione», ha commentato il presidente del Consiglio nazionale forense, Guido Alpa, «sì alla abolizione della sanzione dell'annullabilità del contratto d'opera professionale con l'avvocato in caso di mancata informativa all'assistito. Sì alla definizione di una competenza territoriale per gli organismi di conciliazione, sì alla difesa tecnica e sì anche alla eliminazione delle esorbitanti sanzioni previste dal decreto legislativo n. 28/2010 per incentivare il ricorso a modalità alternative di risoluzione delle controversie». «Su queste posizioni si sono ritrovate tutte le componenti dell'avvocatura», ha sottolineato Alpa. «E non solo. Anche i rappresentanti dell'Anm, auditi anch'essi oggi (ieri, ndr), hanno espresso simili perplessità». Per Maurizio de Tilla, presidente dell'Organismo unitario dell'avvocatura, «l'audizione è stata particolarmente importante. Sono stati fissati alcuni punti fermi che rispondono alle preoccupazioni dei cittadini e alla volontà dell'avvocatura, che è compatta su questa posizione: cioè l'abrogazione dell'obbligatorietà e il rifiuto di una giustizia di fatto svalutata e privatizzata». Sulla stessa posizione l'Associazione nazionale forense di Ester Perifano. Intanto, ennesimo stop in commissione Giustizia della Camera per la riforma forense che, stando al calendario dei lavori, sarebbe dovuta ripartire proprio questa settimana dopo due mesi di stand by.
Gabriele Ventura
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