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Rassegna Stampa
Stop alle specializzazioni forensi
Sabato 11 Giugno 2011

Affonda il regolamento sulle specializzazioni forensi. Il Tar del Lazio, con sentenza deposita­ta il 9 giugno, ha infatti stabilito la nullità del provvedimento con il quale nel settembre scorso il Con­siglio nazionale forense aveva de­finito le condizioni per ottenere e conservare il titolo di avvocato specialista. Tra pochi giorni, alla fine del mese, il regolamento sa­rebbe diventato operativo, ma i giudici amministrativi hanno ac­colto i ricorsi presentati da una settantina di avvocati che soste­nevano l'illegittimità della con­dotta del Cnf che, senza alcuna ba­se normativa, avrebbe preso decisioni lesive della loro professiona­lità anticipando la riforma dell'or­dinamento forense. Ed è sull'esclusiva competen­za statale che «emerge granitica­mente» che si sono appuntate le osservazioni del Tar. Che ha pre­messo di voler accantonare qual­siasi valutazione di merito sull'opportunità 0 utilità dell'in­troduzione di una disciplina del­le specializzazioni, come pure sulla necessità di mettere un argi­ne al proliferare di "autoproclainazioni" pubblicitarie di sedi­centi competenze. Per i giudici amministrativi è evidente che il legislatore statale non ha provve­duto (ancora) alla riforma dell'or­dinamento professionale, sede deputata per collocare regole del genere, né ha attribuito al Cnf la competenza ad adottare con re­golamento la disciplina delle spe­cializzazioni legali. Non vale, ed era una delle argo­mentazioni pro-regolamento, so­stenere che, anche dopo l'introdu­zione delle specializzazioni, la fi­gura dell'avvocato rimane unica, visto che il legale potrebbe co­munque svolgere l'attività foren­se in tutti i settori dell'ordinamen­to anche senza aver conseguito il titolo di specialista. La sentenza sottolinea, invece, che «la valenza istitutiva di nuove figure profes­sionali della impugnata normati­va si desume pacificamente dalla circostanza che il regolamento prevede l'istituzione da parte del Cnf di appositi registri pubblici ove possono iscriversi, sulla base del verificato possesso di specifi­ci requisiti attestanti una determi­nata qualificazione professionale, gli avvocati specialisti nelle consi­derate aree di diritto». Per la Core costituzionale, l'istituzione di un registro professionale ha già di per sé una funzione di individua­zione della professione. Poco convincente anche il ri­chiamo fatto dai difensori del re­golamento a precedenti dello stesso Tar che, in materia di for­mazione forense, avevano rico­nosciuto l'esistenza di un potere normativo interno da parte del Cnf. Si tratta, infatti, di preceden­ti che non aderiscono in maniera soddisfacente alla materia delle specializzazioni. Il Cnf, davanti alla pronuncia, abbozza e osserva, in una nota, che «il regolamento sulle specia­lizzazioni è necessario p er qualifi­care la formazione professionale degli avvocati e risponde anche all'esigenza di natura deontologi­ca di assicurar e la massima tutela degli interessi degli assistiti. Il di­ploma si somma ai titoli di varia natura che gli avvocati, al fine di qualificarsi, possono liberamen­te e volontariamente consegui­re». Il Cnf rilancia e invita «il Par­lamento e il Governo a dare nuo­vo impulso alla riforma forense, che ormai langue da troppi mesi in commissione giustizia della Camera».Cauta la reazione del presiden­te Oua, Maurizio De Tilla, il qua­le auspica «che si lavori per una soluzione legittima e condivisa da tutti. Il sistema delle specializ­zazioni è benvenuto ma deve ave­re come scopo principale l'alta preparazione degli avvocati. Il percorso dovrà essere serio e arti­colato e dovrà riguardare princi­palmente la giovane avvocatu­ra». Molto polemico l'attacco di Ester Perifano, segretario dell'Ani, che chiede le dimissioni del presidente del Cnf Guido Al­pa: «È gravissimo che il massimo organo istituzionale degli avvoca­ti, il Consiglio nazionale forense, non solo abbia forzato la legge, pretendendo di superarla, ma, di fronte a un congresso nazionale che lo invitava con una mozione approvata a larga maggioranza a ritirare l'atto illegittimo, abbia confermato ostinatamente una scelta infausta». Patrizio Tumiet-to, presidente degli avvocati tri-butaristi (Uncat), invece, dichia­ra che insieme con le altre asso­ciazioni specialistiche portará avanti ogni azione per istituire le specializzazioni forensi. Giovanni Negri

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