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Dalle Casse sì con riserva alla vigilanza della Covip
Mercoledì 6 Luglio 2011

Professionisti e previdenza. La riforma riguarderà investimenti e patrimoni Le Casse dei professionisti aprono alla decisione, prevista dalla manovra, di assegnare alla Covip il compito di vigilare sulle loro scelte di investimento. L'abito, però, va confezionato con le misure di chi alla fine lo indosserà. In base all'articolo 14 la Commissione di vigilanza sui fondi pensione dovrà sottoporre a controllo gli investimenti delle Casse e la composizione del loro patrimonio. L'importante, spiegano i responsabili di alcuni degli enti coinvolti, è che venga messo in campo un sistema di controllo ad hoc, che prenda in considerazione le caratteristiche degli enti previdenziali di diritto privato. Non si possono prendere le disposizioni che si applicano ai fondi integrativi e applicarle, così come sono, agli enti di primo pilastro. «Non dobbiamo concentrarci sul contenitore ma sul contenuto - afferma Andrea Camporese, presidente dell'Adepp (l'associazione che raccoglie gli enti di previdenza dei professionisti) e dell'Inpgi -. Oggi la Covip fa un altro mestiere: vigila sui fondi di secondo pilastro. Noi siamo un'altra cosa. Ci opponiamo all'estensione in toto alla nostra realtà dei vincoli a cui sono sottoposti i fondi pensione». Via libera al coinvolgimento delle Casse nella stesura dei due decreti attuativi, che di fatto dovranno dare forma (e sostanza) a questa norma. Con un decreto del ministro del Lavoro, di concerto con quello dell'Economia, verranno infatti stabilite le modalità con cui la Covip comunica ai ministeri vigilanti i risultati dei controlli. Entro sei mesi dall'entrata in vigore della manovra, poi, l'Economia, di concerto con il Lavoro e sentita la Covip stessa, dovrà dettare le disposizioni in materia di investimento delle risorse finanziarie degli enti previdenziali, di conflitti di interessi e di banca depositaria. Saranno queste due le partite decisive. «Prima della pausa estiva o immediatamente dopo approveremo il Codice di autoregolamentazione sugli investimenti delle Casse - anticipa Camporese -. Ci aspettiamo che venga recepito nei decreti attuativi, come base dei provvedimenti. Non vogliamo dettare le regole ma introdurre elementi di garanzia, più in linea con le nostre realtà». Walter Anedda, presidente della Cassa Dottori commercialisti (Cnpadc), confessa: «Da gestore mi sento più tranquillo. Mi auguro che quella della Covip sia una verifica sostitutiva rispetto a quella esercitata dai ministeri vigilanti e che questo controllo non sia ex ante sull'opportunità di effettuare un investimento: sarebbe come ingessare il sistema». Alberto Bagnoli, neopresidente della Cassa forense, ammette: «Non accettiamo questa vigilanza Covip. Avremmo preferito continuare il dialogo con il ministero del Lavoro, in vista dell'approvazione del Codice di autoregolamentazione. Come soggetti privati rivendichiamo un'autonomia, che non è quella di chi vuole fuggire dalla vigilanza: abbiamo all'interno gli strumenti per garantire i controlli».

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