associazione nazionale forense
AREA ISCRITTI
user password  
   
                        


DOCUMENTI E DELIBERATI
Media - conciliazione obbligatoria. Sei favorevole?
Sondaggio di Sabato 17 Aprile 2010
 
clicca qui per il blog di Anf
Confprofessioni Europa

clicca per la
photo video gallery
 
Rassegna Stampa
Pdl, gli avvocati-deputati minacciano il voto contro «Via la norma sugli Ordini»
Giovedì 14 Luglio 2011

La mediazione del presidente del Senato, Renato Schifani, ha evitato al Pdl un brutto incidente di percorso sul decreto manovra. L'emendamento del relatore Pichetto Fratin che prevedeva la liberalizzazione degli Ordini professionali - in particolare avvocati, notai e medici - ha causato parecchi mal di pancia tra gli esponenti del Pdl che lavorano tra pandette e ricorsi. «L'eventuale attuazione comporterebbe automaticamente la distruzione del sistema di cassa degli Ordini», hanno rilevato in una nota congiunta i deputati pidiellini Mancuso, Marsilio, Rampelli, Ghiglia e Barani sottolineando che «si avrebbero effetti negativi immediati perché verrebbe a saltare il meccanismo fondamentale di alimentazione delle casse degli Ordini e ci troveremmo ad avere 1,6 milioni di professionisti costretti a bussare alle casse dello Stato». Anche da 22 senatori del Pdl era giunta una lettera contraria alla liberalizzazione. Contestualmente è partita una raccolta di firme tra onorevoli e senatori che, secondo i boatos, avrebbe raggiunto un'ottantina di adesioni. «Fino a quando non verrà tolta la norma che abolisce gli Ordini professionali, noi il testo non lo voteremo mai, dovesse anche cadere Tremonti», mormorava un avvocato frondista. Perplesso pure il ministro della Difesa, coordinatore del Pdl e avvocato, Ignazio La Russa: «Non mi sembra materia da inserire in un decreto. Ritengo che la protesta non sia affatto irragionevole». L'imbarazzante episodio, che presta il fianco a strumentalizzazioni oltre all'intensificarsi dei soliti peana «anti-casta», è stato superato grazie al rapido intervento dell'inquilino numero uno di Palazzo Madama che ha convocato nel proprio studio i ministri Tremonti, Romani e Fitto, oltre ai sottosegretari e ai capigruppo di maggioranza. In serata, dopo una lunga riunione, è stato il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, a presentare i contenuti dell'accordo che si sostanzia con una riscrittura del testo dell'emendamento. «Il governo formulerà alle categorie interessate proposte di riforma in materia di liberalizzazione dei servizi e delle attività economiche», si legge nella nuova proposta. Trascorsi otto mesi dall'entrata in vigore della manovra «ciò che non sarà espressamente vietato sarà libero». Ci sarà ovviamente una distinzione tra gli Ordini il cui accesso è regolato da esami di Stato e tra quelli che non prevedono una tale distinzioni. Passi per l'indignazione del «principe del foro» Guido Alpa, presidente del Consiglio nazionale forense, che si era già premurato di rendere nota l'illegittimità costituzionale di una simile norma perché inserita in un provvedimento di decretazione d'urgenza come la manovra. Ma è molto più difficile spiegare la dura presa di posizione dei professionisti pidiellini. Sbagliata, soprattutto, nella tempistica perché, in un ambito ristretto come quello delle Camere, ci vuol poco a mettere assieme elementi che non hanno nulla in comune. Nel pomeriggio, infatti, si era diffusa la voce di una contrarietà generalizzata alla stretta sull'incompatibilità degli incarichi tra parlamentare, sindaco e presidente di Provincia. All'opposizione è bastato poco per fare «uno più uno». A partire da Antonio Di Pietro, che pur avendo vestito ultimamente i panni del leader riformista e moderato, su questi temi ha costruito gran parte della propria visibilità mediatica. «È la difesa della corporazione che antepone i propri interessi a quelli dei cittadini», ha rimarcato, ricordando che l'Idv ha presentato un emendamento sull'avvocatura per dare «la possibilità anche ai giovani avvocati di far carriera e di potersi misurare senza dover necessariamente passare attraverso l'imbuto di studi legali blasonati». No, non era proprio il momento per il Pdl di creare tutto questo ingiustificato marasma.



ANF NAZIONALE
Chi siamo
Statuto
Consiglio Nazionale
Direttivo Nazionale
Sedi
AREA CONTENUTI
Documenti anf
Rassegna degli avvocati italiani
Riviste delle ata
Gli eventi formativi delle ata
Deliberati consiglio nazionale
Congresso straordinario di pescara
Deliberati direttivo
AREA ASSICURATIVA
Polizza young
R.c. legale
Polizza studi associati
Consigli ordine avvocati
Società di conciliazione
RASSEGNA E NEWS
Rassegna Stampa
News
Approfondimenti
In primo piano
Agenza Anf
UTILITY
Newsletter
Sondaggi
Photo e Video
Blog
Links
INFO
Contatti
Sedi
Credits


Copyright © 2010 ANF Associazione Nazionale Forense - Via Damiata, 1 -00192 Roma - P. Iva 05384921002 - All Rights Reserved. Credits by Positive