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Rassegna Stampa
Alfano: avvocati, tanti saluti
Lunedì 1 Agosto 2011
A bocca asciutta. Ha lasciato così l'avvocatura l'ormai ex ministro della giustizia, Angelino Alfano, che aveva promesso ai vertici della categoria un bel regalo prima di lasciare le redini del dicastero: un provvedimento che intervenisse sull'obbligatorietà della mediazione, magari limitandola a un periodo di «prova» di tre-cinque anni, e soprattutto introducesse l'assistenza tecnica legale obbligatoria in camera di conciliazione. Tutto saltato? Non si sa. Pare che, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, il nodo siano le tariffe ad hoc degli avvocati: quelle che ha in mente il ministero non sarebbero infatti state accettate dall'avvocatura perché troppo basse. Certo è che il presidente del Consiglio nazionale forense, Guido Alpa, sulla buona riuscita della trattativa aveva voluto metterci la faccia e non può permettersi un fallimento di fronte ai presidenti degli ordini locali, che attendono con ansia sue novità. Sono passati infatti due mesi e mezzo da quando Alpa, saputo che Alfano aveva intavolato una trattativa per modifi care la normativa sulla mediazione solo con alcuni ordini territoriali (Milano, Roma e Palermo),è intervenuto con decisione per porsi nei confronti del ministro quale interlocutore privilegiato. Un dialogo che però al momento non ha portato a nulla, e con tutta probabilità, ormai, se ne riparlerà a settembre con il nuovo guardasigilli, Francesco Nitto Palma. Che però non è certo tenuto a dare conto degli impegni presi dal suo predecessore. La situazione, insomma, si fa sempre più ingarbugliata, e in gioco c'è la leadership della categoria forense. Perché se la «linea Alpa» dovesse portare a un binario morto, sarebbe un punto a favore dell'ormai «nemico in casa» Maurizio de Tilla, alla guida dell'Organismo unitario dell'avvocatura, che ha da subito osteggiato qualsiasi trattativa con via Arenula, puntando invece su una politica «di rottura» totale, con scioperi e manifestazioni contro il governo. Una politica che però, a sua volta, non trova d'accordo una parte importante degli ordini territoriali. Che per ora stanno a guardare, in attesa forse di prendere in mano proprio loro le redini di una categoria sempre più in confusione.
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