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Rassegna Stampa
Udienze con tempi certi, sanzioni a legali e giudici
Giovedì 8 Settembre 2011
Scadenze certe per il processo civile. E sanzionate almeno sul piano disciplinare. È questa la new entry tra le modifiche apportate al Codice di procedura nella versione finale della manovra votata dal Senato. Una maniera per rafforzare quel calendario del processo che, introdotto timidamente un paio di anni fa nell'ambito della miniriforma del Codice, è poi rimasto lettera morta. La riscrittura dell'articolo 189 bis delle disposizioni attuative prevede adesso che il giudice, al momento della formulazione delle richieste istruttorie, sentite le parti e tenendo conto della complessità della causa, fissa «nel rispetto del principio di ragionevole durata del processo, il calendario delle udienze successive». Proroghe ammesse, ma solo in caso di gravi motivi sopravvenuti e con richiesta precedente la scadenza del termine.
Il mancato rispetto dei termini fissati nel calendario da parte del giudice, del difensore o del consulente tecnico d'ufficio può rappresentare violazione disciplinare e essere considerato «ai fini della valutazione di professionalità e della nomina o conferma agli uffici direttivi o semidirettivi». Così, a potere essere colpiti sono innanzitutto i magistrati, con una particolare rilevanza e attribuzione di responsabilità per i vertici degli uffici, chiamati, tra l'altro, sulla base della manovra di luglio, a presentare entro la fine di ottobre per effetto dello slittamento deciso da un'altra misura approvata ieri) un programma con gli obiettivi di riduzione della durata dei procedimenti e la determinazione delle priorità nella trattazione delle controversie.
Ma oggetto di una misura disciplinare potranno essere anche i professionisti. In una duplice veste: come avvocati difensori delle parti coinvolte oppure come consulenti d'ufficio designati dall'autorità giudiziaria. No a tempi lunghi nell'effettuazione delle perizie, quindi, perché il calendario è destinato a fare da vera bussola. La disposizione che la scorsa settimana aveva già ricevuto il via libera da parte del vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura (l'organismo chiamato a sanzionare i magistrati inadempienti) Michele Vietti, è stata però contestata ieri dall'avvocatura. L'Oua, infatti, attacca e in una nota parla di «Europa (che) ci chiede misure ferme per rassicurare i mercati e il Governo, invece, coglie l'occasione per inserire di tutto dentro la manovra, comprese materie come la giustizia e la riforma delle professioni, che meritavano di essere trattate in altri ambiti, senza approssimazioni e senza interventi punitivi nei confronti dei professionisti, e in particolare degli avvocati».
Confermate, tra gli interventi dell'ultima ora, le sanzioni pecuniarie a carico della parte che rimane contumace nel tentativo di conciliazione, i chiarimenti sull'applicazione del contributo unificato nel processo amministrativo e tributario e il rafforzamento dell'obbligo a carico degli avvocati di indicare l'indirizzo di posta elettronica certificata e fax con il conseguente vincolo per le cancellerie dei tribunali all'effettuazione delle comunicazioni alle parti solo attraverso questi canali, come pure l'abborbidimento delle incompatibilità per i giudici tributari profesisonisti (per diventare incompatibili serve l'effettivo esercizio della professione).
G. Ne.
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