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Rassegna Stampa
Quindici giorni per l'autoriforma
Mercoledì 5 Ottobre 2011
Ordini e Collegi hanno 15 giorni di tempo per "autoriformare" i propri ordinamenti adeguando leggi e decreti che li disciplinano alla riforma delle professioni contenuta nella manovra economica. In pratica, avranno due settimane per inviare a Cup e Pat (i coordinamenti di riferimento) le rispettive proposte di riformulazione, articolo per articolo, deipassaggi relativi a tariffe, pubblicità, formazione continua, tirocinio e assicurazione che non sono in linea con l'articolo 3 del Dl 138/2011 (convertito con la legge 148/2011). Le proposte, come tasselli di un mosaico, saranno poi veicolate al ministero della Giustizia, il quale dovrà dar loro veste giuridica e avviare il tutto ad approvazione definitiva entro agosto 2012.
Queste, in sintesi, le fila dell'incontro che ieri pomeriggio, a via Arenula, si è svolto tra il sottosegretario alla Giustizia, Maria Elisabetta Alberti Casellati, e tutti i presidenti nazionali di Ordini e Collegi. Un anno dopo gli Stati generali allora convocati dall'ex Guardasigilli, Angelino Alfano, con un cardine ulteriore, cioè i parametri di una riforma delle profesioni incisi nella manovra ma da adeguare ai singoli ordinamenti. «Un incontro positivo e interlocutorio - lo ha definito il sottosegretario - per arrivare entro 10 mesi ad adattare definitivamente tutte le leggi ordinamentali delle diverse professioni ai principi di carattere generale contenuti nella manovra». Se sarà una legge ordinaria o un decreto a ospitare il preambolo valido per tutti e i diversi capitoli in cui si declineranno le singole categorie professionali, non è chiaro. «Faremo una ricognizione sulla veste giuridica più adeguata. In ogni caso - ha concluso Casellati - tra due settimane ho chiesto di inviare tutti i contributi e tra circa un mese faremo il punto con una nuova convocazione di tutte le parti al ministero della Giustizia».
«Immaginiamo - ha affermato Marina Calderone, presidente dei consulenti del lavoro e del Cup, che dovrà raccogliere parte dei contributi - una proposta di legge ordinaria con lo stesso stile del decreto legislativo che aveva a sua volta recepito la direttiva servizi. Ovvero, un preambolo comune che tenga assieme tanti capitoli quanti sono gli ordinamenti professionali da modificare». E a parte le professioni sanitarie (per le quali valgono alcune deroghe) il ministero della Giustizia dovrà raccordarsi con l'Economia, ad esempio, per adattare l'ordinamento degli spedizionieri doganali. «L'auspicio, natutalmente - ha aggiunto Claudio Siciliotti, presidente dei commercialisti - è quello di fare in fretta. Noi siamo stati riformati pochi anni fa e il nostro ordinamento è, per moltissimi aspetti, già in linea con i principi della manovra. Tutte le categorie si sono impegnate a fare la propria parte. Ma se qualcuno dovesse rallentare, spero che anche l'iter di adeguamento delle altre categorie non ne debba risentire».
Solo i giornalisti hanno fatto notare la difficoltà, legate ad alcune peculiarità tipiche della professione svolta come dipendenti di aziende editoriali, ad adeguare tutti gli aspetti della professione ai nuovi principi.
In tarda serata è giunta la presa di posizione degli avvocati: «Ci aspettiamo che il governo mantenga la parola data - ha dichiarato il presidente del Consiglio nazionale forense, Guido Alpa - anche da ultimo nell'incontro tra Cnf e Palma, di appoggiare l'approvazione veloce alla Camera della riforma forense, che riteniamo compatibile con la manovra e rispettosa del rilievo costituzionale della professione. In caso contrario ci considereremmo traditi», ha chiosato il presidente dei legali.
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