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Rassegna Stampa
L'Adepp si dà le regole sulla gestione del rischio
Martedì 11 Ottobre 2011
L'Adepp stila le proprie linee guida "propedeutiche" a un codice di regolamentazione in tema di gestione e controllo del rischio dei patrimoni mobiliare e immobiliare.
Un impegno alla coerenza anche per "tutelarsi" dalle maglie della Covip, chiamata dalla manovra finanziaria (articolo 32, comma 12 del Dl 98/2011, convertito dalla legge 111/2011) a svolgere una funzione di monitoraggio sugli enti previdenziali dei profesionisti.
Nessun parametro quantitativo né qualitativo, ma un impegno a rispettare procedure di trasparenza che «potranno tradursi anche in un articolato pratico, una volta che i ministeri vigilanti dovranno varare i decreti attuativi che definiranno il perimetro di intervento della Covip», come spiega Andrea Camporese, presidente del l'Inpgi e dell'Adepp.
I punti sono sei in tutto: la "tracciabilità" di processi di investimento che individuino i soggetti coinvolti, i relativi poteri e le responsabilità; la definizione di un "indicatore di sostenibilità e garanzia" di lungo periodo come un "indicatore di funding", che dovrà essere differenziato in funzione delle specificità dei diversi enti; la valutazione preventiva e a posteriori del rischio per un suo continuo monitoraggio; la definizione di limiti di garanzia qualitativi e/o quantitativi agli investimenti nelle singole asset class; la predisposizione di report omogenei con criteri comuni di quantificazione dei valori e dei rendimenti sia immobiliari sia mobiliari, anche tenendo conto delle politiche di accantonamento ai fondi per la copertura delle oscillazioni dei mercati.
Report che verranno univocamente utilizzati per le comunicazioni alle diverse autorità di vigilanza. Infine, la definizione di un periodo transitorio sufficiente a consentire la graduale applicazione dei principi.
«Le linee guida contenute nel nostro codice - ha detto Camporese - sono la nostra proposta per aprire un tavolo concreto di confronto, preannunciato dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, con i dicasteri vigilanti, per varare i decreti attuativi che definiranno il perimetro di intervento della Covip».
Le Casse, infatti, non si oppongono alla vigilanza della Covip. Ma puntano a una revisione delle fonti di vigilanza e alle procedure di controllo, per ridurre al massimo sovrapposizioni e duplicazioni.
Dunque, i principi serviranno a costituire il perimetro all'interno del quale disegnare pratiche di comportamento concrete e vincolanti.
Sul tavolo ministeriale - promesso da Sacconi a luglio - il primo appuntamento è previsto entro ottobre.
«Un'iniziativa che mostra un deciso cambio di mentalità delle Casse dopo il crack Lehman e la crisi finanziaria - ha affermato Giorgio Jannone, presidente della commissione bicamerale di vigilanza sugli enti pensione -. Abbiamo sempre spronato gli enti alla massima trasparenza e pubblicità sui criteri di selezione degli investimenti, sulla gestione del rischio e sui relativi risultati gestionali. Ogni iniziativa che è nell'ottica della prudenza e va nella direzione di rendere più comparabili i dati è positiva e da sostenere».
Laura Cavestri
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