associazione nazionale forense
AREA ISCRITTI
user password  
   
                        


DOCUMENTI E DELIBERATI
Media - conciliazione obbligatoria. Sei favorevole?
Sondaggio di Sabato 17 Aprile 2010
 
clicca qui per il blog di Anf
Confprofessioni Europa

clicca per la
photo video gallery
 
Rassegna Stampa
Il rilancio delle riforme alza la tensione fra le categorie
Venerdì 4 Novembre 2011

«Se si pensa di fare sviluppo picconando quel che funziona, come il collegio sindacale, e che il resto del modo ci invidia per aver preservato il tessuto imprenditoriale italiano dalle distorsioni della crisi, significa che questo Paese non ha un'idea per il suo futuro». È durissima (e incredula) la reazione del presidente dei commercialisti, Claudio Siciliotti, davanti al possibile testo del maxiemendamento - circolato in tarda serata - che (se si confermerà tale) riduce da 3 a 1 i membri dei collegio sindacale nelle società sotto i 10 milioni di euro. «Anche sulle società - ha proseguito - si è persa un'occasione. Avevamo proposto un modello ad hoc, che pur con quote di minoranze, retribuisse l'apporto professionale più che il capitale investito. Non siamo stati ascoltati». Ferma anche il no dei notai alla possibilità di sostituire l'atto pubblico costitutivo di srl con una scrittura privata: «Aver delegato le valutazioni di legalità di questi atti ai notai, nel 2000 (prima demandati ai tribunali) - ha sottolineato il presidente del Notariato, Giancarlo Laurini - ha consentito un intervento veloce, certo, con risparmio di costi e contenzioso e assoluta affidabilità dei dati contenuti e della loro provenienza. Tenendo conto che la srl è sempre stata lo strumento più diffuso per operazioni di riciclaggio, introdurre la scrittura privata (senza prevedere quanto meno un'omologazione del tribunale) costituisce un grave vulnus - ha concluso Laurini - al sistema di legalità degli atti con grave danno alla certezza delle situazioni giuridiche». Provvedimenti «inutili e ideologici». Con diverse gradazioni tra lo sdegno e la rassegnazione i liberi professionisti italiani sembrano convinti che le misure varate mercoledì nel maxiemendamento alla legge di stabilità dal Consiglio dei ministri «se si confermeranno tali, non agevolano l'ascesa dei giovani, non danno più armi ai clienti e non spostano di una virgola il Pil». Sulle barricate è l'Oua, l'Organismo unitario dell'avvocatura. Il testo di riforma forense - seppellito sotto una valanga di 500 emendamenti - dovrebbe riprendere il suo iter in commissione Giustizia a Montecitorio la prossima settimana, secondo il relatore, Roberto Cassinelli. «Basterebbe un bilancio sulla legge Bersani del 2006 - ha affermato il presidente dell'Oua, Maurizio de Tilla - per evincere che l'abolizione dei minimi ha solo peggiorato la situazione dei giovani. Mentre l'entrata dei soci di capitale negli studi andrà incontro a evidenti conflitti di interessi e possibili infiltrazioni malavitose. Mentre ancora una volta mancano interventi sui costi della politica». Sulla stessa linea i giovani dell'Aiga. Per Dario Greco «Si aboliscono i minimi ma non si prevedono nuovi spazi, abolendo, per esempio, il monopolio notarile sulle compravendite immobiliari o consentendo anche ai legali di autenticare le scritture private». «Bene l'apertura sulle società - aggiunge Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni - ma nell'ambito del contratto collettivo nazionale degli studi professionali abbiamo censito 4.633 società che fanno capo a un libero professionista». Secondo Cadiprof - la Cassa di assistenza sanitaria integrativa per i dipendenti degli studi - al 30 settembre le società rappresentano il 6,6% delle circa 70 mila strutture professionali (a unico titolare, studio associato, società, associazioni) aderenti a Confprofessioni. Le più dinamiche sono quelle d'area sanitaria: 620 società fanno riferimento a dentisti e odontoiatri e 436 a medici e specialisti. Tallonati da commercialisti e consulenti del lavoro, con, rispettivamente, 390 e 190 strutture societarie. Le società di ingegneria sfiorano le 400 unità. Bene sulle società per Roberto Orlandi, presidente nazionale degli agrotecnici. Ma con una raccomandazione: «Il governo rispetti l'autonomia dei singoli Ordini lasciando loro il potere di regolare, secondo le diverse necessità, la presenza dei soci terzi di capitale». Per Giuseppe Jogna (periti industriali) e Andrea Bottaro (periti agrari) quel che si delinea è solo «una ritinteggiatura. Noi chiediamo da tempo un Ordine degli ingegneri tecnici dall'accorpamento dei tre attuali: geometri, periti industriali e periti agrari. È una scelta coraggiosa, di economia e razionalizzazione». Laura Cavestri

ANF NAZIONALE
Chi siamo
Statuto
Consiglio Nazionale
Direttivo Nazionale
Sedi
AREA CONTENUTI
Documenti anf
Rassegna degli avvocati italiani
Riviste delle ata
Gli eventi formativi delle ata
Deliberati consiglio nazionale
Congresso straordinario di pescara
Deliberati direttivo
AREA ASSICURATIVA
Polizza young
R.c. legale
Polizza studi associati
Consigli ordine avvocati
Società di conciliazione
RASSEGNA E NEWS
Rassegna Stampa
News
Approfondimenti
In primo piano
Agenza Anf
UTILITY
Newsletter
Sondaggi
Photo e Video
Blog
Links
INFO
Contatti
Sedi
Credits


Copyright © 2010 ANF Associazione Nazionale Forense - Via Damiata, 1 -00192 Roma - P. Iva 05384921002 - All Rights Reserved. Credits by Positive