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Società, così non va
Lunedì 14 Novembre 2011

Autonomia dei professionisti a rischio. Con le società così come disciplinate dalla legge di stabilità, infatti, il socio di capitale potrebbe detenere la maggioranza e partecipare agli utili. Un'ipotesi che, qualora si verifi casse, potrebbe determinare l'industrializzazione dei servizi professionali. È l'allarme lanciato dai dottori commercialisti ed esperti contabili, e in particolare da Andrea Bonechi, consigliere nazionale del Cndcec delegato alla riforma delle professioni. «L'introduzione delle società di capitali tout court è lontana da quelle che erano le attese di tutti gli ordini professionali», afferma, «che avevano proposto invece il modello delle società di lavoro professionale, dove la ripartizione degli utili avviene in base al lavoro professionale apportato, mentre l'eventuale socio di capitale è remunerato con criteri fi nanziari». «In questo modo, invece», continua il consigliere del Cndcec, «se il socio può detenere la quota di maggioranza e amministrare è evidente che si rischia l'industrializzazione dei servizi professionali, minacciando l'autonomia dei dipendenti professionisti. È necessario quindi differenziare a livello funzionale il socio di capitale per disincentivare coloro che pensassero di occupare il mercato delle professioni». «Probabilmente», conclude Bonechi, «anche l'ostruzionismo su tutta la linea a qualsiasi forma societaria manifestato dall'avvocatura non ha aiutato, e il risultato è che l'iniziativa legislativa di Cup e Pat è stata completamente stravolta». Da parte sua, l'avvocatura boccia su tutta la linea le previsioni in materia di professioni della legge di stabilità. «L'abolizione delle tariffe minime e l'introduzione delle società con soci di capitali», afferma il presidente dell'Oua, Maurizio de Tilla, «sono un regalo ai poteri forti, cioè a quelli che hanno contribuito a creare questa crisi economica e trascinare l'Italia sull'orlo del baratro». Mentre secondo Alberto Bagnoli, presidente della Cassa forense, il provvedimento «è un attentato all'autonomia e all'indipendenza degli avvocati. La presenza di soci di capitali nelle società di professionisti, favorirà i gruppi fi nanziari a scapito degli interessi dei cittadini, che vedranno la tutela dei propri diritti messa in secondo piano da logiche di mero profi tto».

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