Alfano: si parte dai legali
Sabato 24 Aprile 2010
Laura Cavestri
MILANO
Il governo appoggia l'impianto del testo di riforma della professione forense e, dunque, non presenterà emendamenti al Ddl ora in aula al senato, mentre l'opposizione ne prepara circa 200. Il guardasigilli, Angelino Alfano, ha confermato ieri quanto anticipato sabato scorso a Baveno (si veda «Il Sole 24 Ore» del 18 aprile).
«Auspico - ha affermato Alfano - che questa riforma giunga in tempi rapidi alla sua approvazione» perché è «il primo passo verso un più ampio progetto di revisione del sistema delle professioni». Si conferma dunque la volontà di tornare a prima del decreto Bersani almeno sul fronte delle tariffe minime: «È forte la richiesta - spiega il ministro - di reintrodurre i minimi tariffari: il precedente governo non ha portato alcun apprezzabile beneficio al cittadino e ha danneggiato fortemente i professionisti. Tutti sono favorevoli alla tariffa più bassa ma a ciò non può corrispondere un basso livello di aggiornamento professionale, di informatizzazione e di investimenti dello studio e di qualità deontologica. Non possiamo consentire che, sotto l'egida di principi in astratto condivisibili, si verifichino corse al ribasso delle parcelle con conseguente compromissione della qualità delle difese».
Alfano invita i parlamentari a «una meditazione» sulla riserva esclusiva per gli avvocati della consulenza legale, «soprattutto in favore dei meno abbienti». La categoria vuole riservarla e l'ha inserito nel disegno di legge. Ma il guardasigilli apre al confronto e l'opposizione promette battaglia. Infine, il ministro invita a mitigare le norme per valutare l'effettiva continuità dell'esercizio professionale e a contemperare il rigore della selezione a un tirocinio equo.
L'avvocatura plaude al ministro ma chiede tempi brevi. «La riforma, che tutta l'avvocatura condivide - ha sottolineato Guido Alpa, presidente Cnf - richiede sacrifici agli iscritti all'albo. In questa direzione vanno le norme sulla formazione e sull'assicurazione obbligatorie, sulla specializzazione, sull'effettività dell'attività professionale, sul più rigoroso accesso e controllo disciplinare». D'accordo con il guardasigilli l'Aiga, con alcune correzioni: «L'introduzione dell'equo compenso per il tirocinante e l'eliminazione delle deroghe alla formazione che restringono il dovere ai soli giovani e consentono un ingiustificato vantaggio concorrenziale agli anziani». Per Ester Perifano (Anf) è «positivo che il testo non sia blindato. Soprattutto rispetto ai parametri sulla continuità lavorativa come condizione per mantenere l'iscrizione all'albo: il criterio del solo reddito minimo è infatti inaccettabile». Infine, l'Oua si sofferma sulle perplessità espresse dal ministro: «Sulla consulenza legale - spiega Maurizio de Tilla - l'avvocatura chiede la riserva ma proponiamo la gratuità ai meno abbienti e siamo pronti a esenzioni per le "fasce deboli" che fatichino a dimostrare economicamente la continuità professionale».
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