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Rassegna Stampa
Gli avvocati: pronti a lavorare sull'arretrato
Venerdì 25 Novembre 2011
I legali. Incontro Guardasigilli-Cnf
«L'avvocatura è pronta a fornire tutto il suo impegno per contribuire allo smaltimento dell'arretrato civile. Ci rendiamo conto della situazione di emergenza che vive il Paese e siamo consapevoli della nostra responsabilità sociale».
Un'apertura alla leale collaborazione e al dialogo è giunta ieri dal Consiglio nazionale forense che ha incontrato il ministro della Giustizia, Paola Severino.
Il presidente del Cnf, Guido Alpa - dicendosi innanzitutto lieto che per la prima volta in Via Arenula sieda un avvocato donna - ha manifestato al neo Guardasigilli Severino tutta la disponibilità dei legali a lavorare per il superamento della crisi, esponendo i tre "nodi" più urgenti per la categoria: la sorte della riforma forense, ferma in commissione Giustizia alla Camera; l'applicazione delle norme contenute nei provvedimenti di stabilizzazione (gli avvocati sono particolarmente preoccupati sia dell'abolizione delle tariffe minime, sia della nuova disciplina sulle società professionali di capitali "aperte" ai professionisti) e la riforma della giustizia.
«Il Cnf - ha spiegato Alpa - ha analizzato più volte il collegamento tra funzionamento del sistema giustizia e lo sviluppo economico. Ma certo non si può imputare agli avvocati la crisi del sistema, di cui essi stessi sono vittime».
Il ministro Paola Severino ha sottolineato «che si farà carico delle questioni poste dal Cnf, tutte di grande rilevanza» e ha assicurato «che il dialogo che si apre oggi durerà per tutta la legislatura. Questo governo è nato per cercare di risolvere i problemi economici del Paese e ce la metteremo tutta. Non posso dare risposte immediate ma il dialogo qualificherà l'azione di questo governo».
Il Guardasigilli ha, infine, confermato che la prossima settimana si recherà alla Camera e al Senato per illustrare le proprie linee programmatiche, sottolineando però che è fondamentale il tema del rapporto tra economia e giustizia e che gli evidenti problemi della giustizia devono fare i conti con le esigenze economiche del Paese.
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