Mediazioni civili: Anf, possibile un flop
Martedì 26 Ottobre 2010
GIUSTIZIA, DECRETO MEDIAZIONI CIVILI
Anf, possibile un flop come per le conciliazioni in materia di lavoro
Perifano: il decreto per alcuni aspetti sembra andare oltre i principi della legge delega
Il decreto legislativo approvato oggi dal Consiglio dei ministri lascia molto perplessi – ha affermato Ester Perifano, segretario dell’Associazione nazionale forense – la legge 69/2009 prevede una delega al Governo in materia di mediazione e di conciliazione delle controversie civili e commerciali e non una delega per “l'introduzione di un nuovo istituto giuridico finalizzato alla deflazione del sistema giudiziario italiano” come ha affermato lo stesso ministro Alfano in conferenza stampa. Ed infattiil decreto prevede un istituto profondamente diverso da quello della conciliazione, a partire da alcuni elementi fondamentali: segretezza e riservatezza».
Per questo motivo secondo Perifano il decreto legislativo rischia di porsi al di fuori della delega votata dal Parlamento e per questo suscettibile di una valutazione negativa rispetto alla sua costituzionalità. «Un’eventualità, questa, - ha spiegato - che tra le altre cose contribuirebbe ad incrementare il tasso di incertezza sulla disciplina complessiva della materia che non giova a nessuno».
Una violazione dei principi sanciti con la legge delega potrebbe inoltre riguardare anche la obbligatorietà della conciliazione in alcuni settori, quale condizione di procedibilità della successiva azione giudiziaria. «Una previsione – ha detto Perifano – anch’essa al di fuori dei principi della legge delega e che, tra l’altro, produrrebbe l'allungamento inevitabile dei tempi visto che allo stato non esistono strutture e organizzazioni in grado di effettuare tutte le conciliazioni che si ipotizzano come probabili. A parte le ragionevoli probabilità di insuccesso, come è ampiamente dimostrato dalla pessima riuscita della conciliazione obbligatoria in materia di lavoro».
L’Anf chiede chiarimenti in merito agli oneri che le parti dovrebbero sostenere, dal momento che allo stato manca ogni previsione sui costi: «Così congegnata la conciliazione – conclude Perifano – favorisce sempre e comunque chi resiste, mentre chi agisce rischia di perdere solo tempo. Senza considerare che un verbale di conciliazione, anche ottenuto in quattro mesi, è inutile se non si riesce a metterlo in esecuzione in tempi altrettanto brevi».
28 ottobre 2009
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