Processo breve: senza una riforma organica si rischia un'amnistia generalizzata
Martedì 26 Ottobre 2010
L’Associazione Nazionale Forense sostiene che il disegno di legge sul processo breve, rappresenti l’ennesimo intervento settoriale nella materia penale, sia sostanziale che processuale.
«Serve invece una riforma organica – si legge in un documento diffuso dall’Associazione – che deve andare di pari passo con l’aumento sia del numero dei magistrati, sia di stanziamenti in favore del settore giustizia».
«Senza un intervento complessivo – afferma il Segretario Generale Ester Perifano - il rispetto di un tempo equo per il processo rischia di tramutarsi in una amnistia generalizzata, con mancanza, tra l’altro, di tutela dei diritti delle persone offese».
L’auspicio per l’Anf è che tale riforma sia subordinata ad intervento strutturale sull’intero comparto giustizia, che allontanerebbe ogni sospetto di strumentalizzazione; in caso contrario, questo provvedimento non farà altro che aggravare ulteriormente l’attuale situazione dell’amministrazione della giustizia penale, che già versa in una crisi profonda.
Secondo l’Anf, inoltre ci sarebbero fondati dubbi di costituzionalità, ad esempio, per la scelta di ricorrere al “processo breve” solo nei confronti degli imputati incensurati, creando un inspiegabile ed ingiustificato distinguo con coloro che hanno già riportato una sentenza di condanna.
16 novembre 2009
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