I contributi degli avvocati pensionati devono andare alla Cassa forense
Martedì 26 Ottobre 2010
L’Anf chiede chiarezza a proposito dell’obbligo di iscrizione alla gestione separata Inps da parte dei pensionati ultrasettantenni
L’Inps ha inoltrato agli avvocati ultrasettantenni che continuano ad esercitare la professione un avviso bonario richiedendo il versamento del 17 % del reddito prodotto a far data dal 1° gennaio 2006. Questo secondo una interpretazione dell’articolo 2, comma 26 della legge 335/95 (Legge Dini) secondo la quale i professionisti pensionati ultrasettantenni che continuano a lavorare avrebbero l’obbligo di iscriversi alla Gestione separata dell’Inps.
Gli importi chiesti, seppure con avviso bonario, dall’Inps sono considerevoli anche perché gravati da sanzioni ed interessi.
In un momento particolarmente delicato per l’avvocatura, già pesantemente gravata dall’aumento di contribuzione previdenziale ordinaria a seguito dell’entrata in vigore della riforma dell’Ente,
L’Associazione nazionale forense invita la Cassa Forense a tutelare i diritti e gli interessi degli iscritti, attivandosi il prima possibile per definire la questione e chiarire i rapporti con l’Inps per accertare definitivamente che la contribuzione obbligatoria sui redditi prodotti dagli avvocati ancora in attività e che godono già di un trattamento pensionistico debba necessariamente confluire nelle casse dell’Ente.
L’Anf auspica inoltre che la questione venga chiarita e opportunamente discussa nel corso della IX Conferenza della Cassa Forense prevista dal 15 al 18 aprile 2010.
25 marzo 2010
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