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Processo breve, secondo l’Anf è a rischio incostituzionalità
Mercoledì 27 Ottobre 2010

L’Anf in audizione in commissione Giustizia alla Camera ha evidenziato alcuni punti critici del Ddl sul processo breve: “Il diritto al giusto processo comporta prima di tutto che il processo venga celebrato, non può essere assicurato inserendo termini rigidi, dimenticando la tutela dei diritti delle parti lese”

Oggi la commissione Giustizia, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla durata ragionevole del processo ha ascoltato i rappresentanti dell’Associazione nazionale forense. Presenti in audizione il segretario generale Ester Perifano, e i componenti del Direttivo nazionale, Palma Balsamo e Mario Scialla.

L’Anf ha depositato in commissione una memoria sul Ddl 3137, evidenziando diversi punti critici del provvedimento, primo fra tutti la mancata inclusione nella fascia con termini di durata più lunghi di reati gravi come la prostituzione minorile e la pedopornografia, la mancata previsione di termini diversi per i processi cumulativi (quelli giudicati contemporaneamente perché connessi tra loro) ed infine la tanto contestata norma transitoria che desta gravi sospetti di legittimità costituzionale.

L’Anf ritiene che il diritto al giusto processo in un tempo ragionevole comporta prima di tutto che il processo venga celebrato e che si definisca con una decisione di merito. Il principio della ragionevole durata del processo non può essere assicurato attraverso una predeterminazione rigida di termini, alla cui violazione consegue l’estinzione, dimenticando la tutela dei diritti delle parti lese, delle vittime del reato che si vedranno negato il diritto all’accertamento della responsabilità del colpevole.

Ingiustificata poi la norma che prevede la riduzione dell’indennizzo ad un quarto se le domande del ricorrente sono state rigettate in giudizio: una norma in contrasto con la giurisprudenza CEDU, perché la tutela è prevista per tutti i cittadini e non solo per la parte vincitrice. Senza contare che viene reintrodotto il contributo unificato per le procedure Pinto, al solo scopo di scoraggiare l’azione risarcitoria, a tutto svantaggio dei meno abbienti.

 L’auspicio per Anf è che la discussione parlamentare vada al di là dello scontro quotidianoe approfondisca il tema giustizia considerando l’efficienza del servizio giudiziario e della professionalità dei magistrati, insieme al rispetto delle garanzie e l’effettività della difesa, allo scopo di realizzare una giustizia rapida ma non superficiale.

15 settembre 2010



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