Mediaconciliazione - Alfano ci riprova, ma l’avvocatura non sono tre Consigli dell’Ordine
Lunedì 9 Maggio 2011
Ester Perifano, segretario generale Associazione nazionale forense: “Il ministro continua a offendere gli avvocati disprezzando le loro rappresentanze. Gli avvocati sapranno giudicare chi mente sapendo di mentire e chi finge di non capire: le elezioni sono alle porte, non solo quelle politiche ma anche quelle per il rinnovo dei Consigli dell’Ordine”.
Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, prova ancora una volta a confondere le carte e incontra tre presidenti di Ordini ( 3 su 164) facendo finta, così, di riaprire il dialogo con l’avvocatura.
Questo il commento del segretario generale di Anf, Ester Perifano:
"Gli avvocati hanno già bocciato la sua legge sulla mediaconciliazione e presto potrebbe arrivare anche la bocciatura della Corte costituzionale, tutto per un semplice motivo: è una legge scritta male.
L’avvocatura si è già espressa in modo netto e inequivocabile nel corso del Congresso forense di Genova: la conciliazione obbligatoria va ritirata, hanno detto chiaramente gli avvocati anche nei documenti finali.
Se il messaggio non fosse stato chiaro sono state già proclamate due astensioni dalle udienze ed è prevista un'altra astensione per il 23 giugno.
Il ministro prova a far finta di nulla convocando a rate piccoli gruppi di avvocati sperando di poter dividere una categoria che, quantomeno su questo punto, è assolutamente compatta. Non si tratta solo di difendere il futuro della nostra professione, come sanno bene i giovani avvocati, ma soprattutto di portare avanti una battaglia di civiltà giuridica, a tutela dello stato di diritto al quale non possiamo e non vogliamo rinunciare.
Chi oggi pensa di poter trarre qualche piccolo vantaggio immediato tradendo il mandato e la volontà dell’avvocatura, rischia di sbagliare i calcoli: tra pochi mesi si rinnoveranno i Consigli dell'ordine e sara' quello il momento giusto per confermare chi ha saputo rendersi interprete della volontà della base e mandare a casa chi ha agito solo per tornaconto personale. La dignità e la professionalità degli avvocati italiani non sono in vendita."
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