GIUSTIZIA, Associazione Nazionale Forense-Anf: il ministro Alfano ci riprova sulla mediaconciliazione, ma nessun compromesso è possibile contro i diritti dei cittadini. Si elimini l’obbligatorietà!
Martedì 10 Maggio 2011
È previsto per stasera l’incontro tra il ministro delle Giustizia Alfano e alcuni ordini forensi sulla mediaconciliazione. E le polemiche non mancano all’interno della categoria. Il messaggio dell’Anf è chiaro: nessun compromesso o scambio è possibile contro i diritti dei cittadini. Per Ester Perifano, segretario generale Anf «Il ministro Alfano ci riprova, ma l'avvocatura sta combattendo una battaglia di civiltà, a tutela del cittadino e dello stato di diritto al quale, in questo particolare momento, non intende rinunciare per qualcosa che assomiglia molto ad un “piatto di lenticchie”».
«La legge del Ministro Alfano – continua – è ingiusta e incostituzionale, danneggia il cittadino e lo costringe a sopportare balzelli costosi ed inutili per tutelare i propri diritti. Gli avvocati hanno già bocciato in modo netto e inequivocabile la sua legge sulla mediaconciliazione e presto potrebbe arrivare anche la bocciatura della Corte costituzionale, semplicemente perché è una legge scritta male che va assolutamente ritirata».
Ma l’Anf attacca anche sulle modalità di convocazione dell’incontro di oggi sottolineando che l’avvocatura non sono solo tre (o quattro) Consigli dell’Ordine. «Il Ministro – aggiunge il segretario geneale Anf - continua a offendere gli avvocati disprezzando le loro rappresentanze, ma il momento delle elezioni politiche e il rinnovo dei Consigli dell’Ordine è ormai alle porte e ognuno si assumerà le sue responsabilità. Coloro che pensano di poter trarre qualche piccolo vantaggio immediato tradendo il mandato e la volontà dell’avvocatura stanno sbagliando di grosso, perchè chi ha saputo rendersi interprete della volontà della base sarà premiato e chi ha agito solo per tornaconto personale sarà mandato a casa. Barattare i principi fondamentali sui quali si fonda l'essenza stessa della giustizia e dell'avvocato con soluzioni pasticciate e parziali non può essere accettato. Confondere le carte e far finta di riaprire il dialogo con l’avvocatura non servirà a nulla».
«La lotta dell’avvocatura continua – conclude Perifano - sono state già proclamate due astensioni dalle udienze e la prossima è prevista il 23 giugno. Non si tratta solo di difendere il futuro della nostra professione, come sanno bene i giovani avvocati, ma soprattutto di portare avanti una battaglia di civiltà giuridica, a tutela dello stato di diritto al quale non possiamo e non vogliamo rinunciare. La dignità e la professionalità degli avvocati italiani non sono in vendita»
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