GIUSTIZIA; PERIFANO( ASS. NAZ. FORENSE): MEDIA CONCILIAZIONE E’ UNA TRAPPOLA PER I CITTADINI. TROPPO ALTI I COSTI.
Mercoledì 8 Giugno 2011
“La legge sulla media conciliazione è allo stato attuale con tutta evidenza una trappola pericolosa, e a caderci dentro loro malgrado saranno i cittadini che, se vorranno difendere le proprie ragioni e tutelare i propri diritti si troveranno a essere spremuti economicamente, con buona pace della giustizia civile pubblica alla portata di tutti.”
Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense (A.N.F.) Ester Perifano, in merito al dibattito sulla legge della media conciliazione, che porterà allo sciopero degli avvocati del 23 giugno prossimi.
“Chi vuole far passare per epocale questa riforma – continua Perifano - ha il dovere innanzitutto di spiegare agli italiani che la media conciliazione sarà un percorso accidentato, dove ad ogni passaggio il cittadino dovrà mettere mano al portafogli, senza avere tuttavia la garanzia di non arrivare in tribunale.
Il giro d’affari che si profila dietro la riforma è vorticoso, con cifre che con ragionevolezza si avvicinano ai 400 milioni di euro.
Tentare di camuffare la media conciliazione come la panacea per liberare i Tribunali italiani dall'ingorgo delle cause significa non essere a conoscenza di dati fondamentali perché – spiega Perifano- secondo lo stesso Ministero della Giustizia la durata media di un processo in Tribunale è di poco più di mille giorni, e il 56% delle cause civili non arriva a sentenza per una rinuncia o per un accordo tra le parti.
Dunque a che serve la mediazione se non a far spendere inutilmente soldi ai cittadini?
E' vero, invece, che la situazione in Italia è a macchia di leopardo e intervenire dappertutto con il machete non ha granchè senso: si diano più risorse a chi ne ha più bisogno, ma si lasci che la giustizia continui a funzionare, senza costi aggiuntivi e ingiustificati, dove già oggi funziona.”
“Allo stato attuale lo sciopero degli avvocati del 23 giugno è assolutamente necessario, nell’interesse non solo della categoria, ma soprattutto – conclude il segretario dell’ANF - dei cittadini e della salvaguardia dello Stato di diritto"
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