Intercettazioni, testo poco equilibrato: per Anf troppa privacy e poco contrasto alla criminalita'
Lunedì 21 Giugno 2010
Ester Perifano (segretario generale Anf): “Il testo non bilancia i diversi interessi costituzionali coinvolti. La Camera modifichi la durata massima e le proroghe. No alla retroattività e all’inasprimento delle sanzioni per i giornalisti”.
Per l'Associazione Nazionale Forense il testo approvato dal Senato ed attualmente all’esame della commissione Giustizia della Camera è «poco equilibrato» perché molto sbilanciato sul fronte privacy e molto poco su quello della prevenzione e repressione dei reati.
Per questo l’Anf auspica che il passaggio a Montecitorio sia costruttivo e chiede che la Camera dei Deputati, nell’ottica di una più concreta lotta alla criminalità, nel rispetto del principio di obbligatorietà dell’azione penale, voglia rivedere i termini di durata massima delle intercettazioni ed il regime delle proroghe, oggi eccessivamente penalizzanti.
Auspica inoltre che venga eliminata la previsione dell’autorizzazione in capo ai collegi dei Tribunali distrettuali nel cui ambito ha sede il giudice competente, venga abolito il divieto di utilizzare le intercettazioni in procedimenti diversi da quelli nei quali sono state disposte ma con l’obbligo di indicare il processo cui si riferiscono.
L’Anf chiede quindi la cancellazione della retroattività delle nuove disposizioni, di prevedere una udienza obbligatoria allo scopo di consentire lo stralcio e la distruzione delle intercettazioni non rilevanti per il processo.
Chiede quindi di eliminare l’inasprimento delle sanzioni per gli organi di stampa, salvo che per i verbali per cui sia stato disposto lo stralcio, di rafforzare le garanzie di libertà del difensore e la segretezza delle sue comunicazioni. Infine, grazie alle nuove tecnologie informatiche, secondo Anf possono essere previste soluzioni organizzative per impedire le violazioni del segreto istruttorio o, quanto meno, di individuarne più facilmente gli autori.
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