Via gli emendamenti “ammazza-giustizia”
Venerdì 9 Luglio 2010
Avvocati pronti a scendere in piazza
Ester Perifano (segretario generale Anf): “Speriamo che tra refusi, ripensamenti emendamenti fantasma, corrisponda al vero la notizia che il governo avrebbe deciso di ritirare le norme proposte nei giorni scorsi che avrebbero prodotto lo smantellamento della giustizia civile. Speriamo soprattutto che nessuno provi a riproporle o, peggio, a cercare inutili maquillage su qualche comma. Ad essere inaccettabile è la filosofia che anima il provvedimento: totale diffidenza nei confronti della giurisdizione pubblica e ricerca costante di scorciatoie. Se il governo ritornasse sulla proposta originaria proporremo a tutta l’avvocatura di mobilitarsi con forza contro l’ennesimo attacco allo Stato di diritto”.
Il segretario generale dell’Associazione nazionale forense, Ester Perifano, prima che arrivasse la notizia del ritiro dell’emendamento sulla giustizia civile, aveva scritto a tutte le istituzioni, organismi e associazioni dell’avvocatura, per sollecitare una presa di posizione forte e unitaria contro le proposte governative: “Gli avvocati non possono restare silenziosi di fronte a misure che devastano la nostra professione e la giustizia così pesantemente”.
Riportiamo di seguito alcuni stralci della lettera inviata:
“Gli ultimi provvedimenti proposti dal governo dimostrano una pesante diffidenza verso i soggetti naturali della giurisdizione pubblica - scrive il segretario di Anf – ritenuti incapaci di assicurare una processo rapido (e non giusto, come invece dovrebbe essere). Lo smantellamento dello stato di diritto sta avvenendo per settori: prima il diritto del lavoro, poi il diritto di famiglia, ora tocca al processo civile, e così via”.
“Il disegno di annientamento della giurisdizione pubblica si va pian piano compiendo : dopo le ripetute modifiche al codice di procedura civile degli ultimi 4 quattro anni, ci obbligano ad una conciliazione che conciliazione non è e tentano (senza avere il coraggio di chiamarle con il loro nome) di seppellire, noi e i cittadini, sotto "sezioni stralcio" mascherate (che, a prima vista, sono decisamente peggiori delle originali, che pure hanno dato pessima prova di se).
Il diritto costituzionale ad un processo giusto, davanti ad un giudice predeterminato per legge, viene, per l'ennesima volta, solo con modalità più plateali, chiaramente violato : così chi ha atteso anni per ottenere la tutela dei propri diritti, nella fase finale del processo si vedrà trascinato d'imperio dinanzi ad un qualsiasi ausiliario (agghiaccianti le modalità di reclutamento) che avrà il potere di proporre una decisione che, se non accettata, comporterà pesanti conseguenze ( come di prassi, negli ultimi tempi) sulle spese.
E' tempo di libero mercato anche nel settore giustizia : il cancelliere assumerà le prove al di fuori dell'orario di lavoro e le parti dovranno pagarlo a parte per questo (oltre al contributo unificato già corrisposto, ovviamente); si pagherà anche la motivazione della sentenza (anticipando il necessario per iscrivere a ruolo la causa di appello. Ma se l'avvocato coscienzioso, dopo aver letto la motivazione, decide poi di rinunciare all'appello?).
Roma, 9 luglio 2010
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