Riforma forense: testo inadatto alle sfide dell’Avvocatura
Martedì 23 Novembre 2010
«Purtroppo l'impianto complessivo della legge è datato è inadeguato alle sfide che l'avvocatura deve affrontare». Queste le prime dichiarazioni del segretario generale dell’Associazione nazionale forense Ester Perifano subito dopo l’approvazione da parte dell’Aula di Palazzo Madama della riforma dell’ordinamento forense che adesso passerà alla Camera.
«L’esame da parte dell’Aula del Senato ha addirittura peggiorato il testo cosiddetto unitario – ha continuato il segretario generale Perifano - emblematica è la parte che riguarda il tirocinio e l'accesso: l'esame di stato continuerà ad essere esattamente uguale a quello che è oggi, con l'aggravante che i circa 40.000 praticanti che lo sostengono ogni anno dovranno frequentare obbligatoriamente scuole forensi i cui costi, probabilmente, ricadranno su loro stessi. E quel che è peggio è che questo sistema non garantisce né il controllo dei numeri nè , soprattutto, la qualità dei futuri avvocati».
Secondo il segretario dell’Anf «Lo stesso accade per il procedimento disciplinare che rimane, sostanzialmente, uguale a se stesso, solo più macchinoso: si conferma il modello che, come ritengono tutti, è il principale responsabile del progressivo fallimento della giurisdizione domestica».
«Forse il punto meno criticabile è quello relativo ai Consigli dell'Ordine, con un sistema elettorale più democratico dell'attuale che garantisce la tutela delle minoranze e pone i bilanci sotto il controllo della Corte dei conti».
«Restano alcune amare considerazioni: dopo due anni di lavori, la riforma è stata approvata, faticosamente, da un solo ramo del parlamento, in maniera piuttosto confusa, con emendamenti approvati e poi ritirati ( come quello riguardante l’incompatibilità) o la previsione di un percorso specializzante clamorosamente contraddetto dal recente regolamento approvato a settembre dal CNF. Ed è lecito nutrire più di un dubbio sulla sua definitiva approvazione : a giudicare dal voto espresso in aula, questo testo piace solo al PDL e alla Lega, maggioranza che , alla Camera, non è così solida come in Senato. E, come tutti sanno, la vita di questa legislatura è davvero appesa ad un filo».
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