Meglio definire che smaltire: il problema dell’arretrato civile e le sue possibili soluzioni
Giovedì 24 Marzo 2011
ANF e Magistratura Democratica promuovono un’occasione di confronto e riflessione
L'incontro è previsto il 1° aprile 2011 a Roma, presso la Cassa Forense
Nella società della comunicazione quando si usa ripetutamente e consapevolmente una parola si trasmette un forte messaggio. Se il Ministro della Giustizia parla di un “piano per smaltire l’arretrato civile”, rievoca lo smaltimento dei rifiuti o quello della rabbia o di una sbornia, così accomunando i milioni di processi civili pendenti ad una formula che ne spregia il significato.
I giudizi in corso finiscono per essere considerati solo fastidiosi fascicoli, da eliminare al più presto e con qualunque meccanismo, come rifiuti solidi urbani.
Il problema dell’arretrato civile esiste ed è un problema serio, non fosse altro perché coinvolge milioni di cittadini e di imprese, la tutela dei loro diritti, la loro fiducia nello stato di diritto e nelle istituzioni. Proprio per questo è arduo pensare di risolverlo con una rottamazione, peraltro non incentivata, o istituendo un sentenzificio a cottimo.
L’associazione Nazionale Forense e Magistratura Democratica, nella convinzione che il problema dell’arretrato sia frutto di una inefficienza complessiva del sistema, dalla quale nessun operatore della giustizia può chiamarsi fuori, promuovono un’occasione di confronto e riflessione, allargata anche al Mondo accademico e al personale amministrativo, alla ricerca di soluzioni possibili e condivise che siano rigorosamente rispettose di limiti e principi previsti dalla Costituzione.
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