CONTINUANO LE DURE MANIFESTAZIONI DEL MONDO DELL'AVVOCATURA CONTRO L'OBBLIGATORIETÀ DELLA MEDIACONCILIAZIONE E LA PRIVATIZZAZIONE E “ROTTAMAZIONE” DELLA GIUSTIZIA
Domenica 10 Aprile 2011
Ancora una volta il mondo dell'Avvocatura si unisce per opporsi all'obbligatorietà della mediaconciliazione e per difendere lo stato di diritto.
Le prossime iniziative sono previste già a metà aprile.
Giovedì 14 si terrà una pubblica manifestazione di denuncia e di protesta, presso il Teatro Adriano di Roma (Piazza Cavour 22 - alle ore 10), a cui tutti sono chiamati a prendere parte e venerdì 15 si terranno assemblee sull'intero territorio per spiegare le motivazioni della battaglia che gli avvocati stanno conducendo.
E' fondamentale sensibilizzare e informare la cittadinanza sulle problematiche connesse alle riforme che il Governo sta proponendo, dopo aver deciso di smantellare la Giurisdizione Pubblica a favore di quella privata, inevitabilmente costosa e riservata solo a coloro che hanno le possibilità economiche per potersene servire.
Il 14 e 15 aprile è stata inoltre dichiarata anche l'astensione dalle udienze civili, penali, amministrative, contabili e tributarie e da ogni attività giudiziaria, nel rispetto della normativa di legge in materia di "autoregolamentazione".
L'obbligatorietà della mediaconciliazione favorisce i poteri forti, danneggiando e calpestando i diritti dei deboli e dei cittadini comuni, viola la Costituzione, limita l’accesso alla Giustizia e comporta notevoli costi aggiuntivi non giustificati. La “rottamazione” dei processi civili, che si sta tentando di attuare affidando a circa “600 ausiliari” la trattazione dell'arretrato e stabilendo la possibilità dell’emanazione di una sentenza con motivazione breve, parziale e con un termine perentorio, costituisce un inadeguato tentativo di risolvere il problema dello smaltimento dell’arretrato.
La conciliazione obbligatoria rientra in un progetto più vasto che mira alla privatizzazione selvaggia della giustizia civile e che favorisce speculazioni, conflitti d’interesse e mancanza di rigore e di trasparenza.
L'avvocatura si rende bene conto di cosa sta accadendo e non può accettarlo perchè prima di tutto sta avvenendo la violazione dei diritti dei cittadini a ricevere giustizia.
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