Consiglio Nazionale ANF: “Contro una visione della giustizia solo in termini di costi da tagliare e non piuttosto come strumento di sviluppo sociale ed economico del Paese”
Giovedì 26 Maggio 2011
Sabato 14 e domenica 15 maggio si è riunito a Roma il Consiglio Nazionale dell’Associazione Nazionale Forense.
Al centro della discussione il ddl sullo smaltimento dell'arretrato e l’incontro “notturno” del Ministro Alfano con una piccolissima delegazione composta da alcuni Presidenti di Ordini e di Unioni Distrettuali, ai quali, solo successivamente, si è aggiunto anche il Presidente del Consiglio Nazionale Forense.
Ancora una volta non si è trattato di dialogo ma di ennesima offesa e disprezzo per le nostre rappresentanze.
Tutti, ma in particolare il Presidente del Consiglio Nazionale Forense che si è aggregato ad una visita programmata senza di lui, hanno mortificato ancora una volta il ruolo e la dignità dell’Avvocatura, senza peraltro raggiungere alcun risultato apprezzabile.
E’ ovvio infatti che la sola introduzione della parziale obbligatorietà della difesa tecnica non risolverà le forti criticità della normativa (in particolare quelle che saranno oggetto dell’esame della Corte Costituzionale), favorendo invece presso l’opinione pubblica una immagine negativa della categoria e svilendo la forte battaglia condotta a tutela dei diritti del cittadino, per la salvaguardia dello stato di diritto.
Negli ultimi anni atti l’intera categoria è stata rappresentata da coloro che, al momento, sono i maggiori responsabili dell’inerzia nei confronti del potere politico ed esecutivo, che hanno contribuito ad aggravare la già difficile condizione, sociale ed economica, dell’Avvocatura italiana.
ANF invita il CNF a trarre le dovute conclusioni e chiede al Presidente Alpa di dimettersi per aver tradito l’avvocatura e non esserne più voce ed espressione già da tempo.
Confermiamo le ragioni della protesta contro la mediaconciliazione confidando nella pronuncia della Corte Costituzionale. Nell’attesa chiediamo al Governo di emanare tempestivamente un decreto legge che sospenda la obbligatorietà del tentativo di conciliazione.
Il 23 giugno saremo a Napoli alla manifestazione nazionale organizzata dall’Organismo Unitario dell’Avvocatura. E’ stato invitato a partecipare anche il Ministro della Giustizia nell’ottica di riaprire un confronto produttivo per riprendere un cammino comune. Vedremo se avrà il coraggio di presentarsi!
Siamo preoccupati per un sistema che fra media conciliazione obbligatoria (e a pagamento) e sentenza a richiesta (e a pagamento anticipato del contributo unificato – aumentato - per il gravame) ostacola il diritto del cittadino alla giustizia.
L’ANF contrasterà in tutte le sedi opportune questo disegno e spera che il Legislatore si adoperi nel ricercare una soluzione effettiva e non solo pubblicitaria.
Il disegno di legge recante “interventi in materia di efficienza del sistema giudiziario” presenta una serie di aspetti non solo inutili ma addirittura negativi per la giustizia civile.
Già al XXX Congresso Nazionale Forense di Genova (24/27 novembre 2010) l’avvocatura si era espressa in modo netto e inequivocabile chiedendo l’abrogazione della obbligatorietà del ricorso alla mediazione. La legge del Ministro Alfano è ingiusta, incostituzionale, scritta male e va assolutamente ritirata.
La stessa logica degli interventi emergenziali è malata, dietro un apparente efficientismo si cela la mancata volontà di risolvere i veri problemi della giustizia.
L’OUA ha fissato per il prossimo 20 maggio presso la Cassa Forense di Roma un’Assemblea nazionale sulla mediaconciliazione obbligatoria per un momento di confronto unitario. E’ stato invitato anche il Presidente del CNF, Guido Alpa, facendo appello alla necessità di dialogo e al rispetto delle decisioni assunte democraticamente al recente Congresso Nazionale Forense.
In allegato i deliberati prodotti. Il primo relativo al ddl sullo smaltimento dell'arretrato, il secondo di forte critica nei confronti del Ministro Alfano per l’incontro notturno con una piccolissima delegazione del mondo dell’Avvocatura.
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