IL SOVRAFFOLLAMENTO NON SI ELIMINA SOLO CON NUOVE CARCERI
Lunedì 10 Ottobre 2011

Una giornata di lavori per discutere del rapporto tra giustizia e carceri con un parterre di esperti di alto livello. Il convegno organizzato dall'Associazione nazionale forense ha riunito nell'aula delle Adunanze del palazzo di giustizia rappresentanti tutti gli "attori" del sistema delle carceri. Dai politici agli operatori sociali tutti hanno convenuto nel fatto che il sistema va rifondato - questo è emerso chiaro dall'incontro - su quattro obiettivi: la detenzione preventiva da ridurre solo nei casi più gravi; l'inutilità del carcere per gli extracomunitari senza permesso di soggiorno; misure alternative al carcere per i tossicodipendenti; un sistema sociale che non favorisca la recidiva (se un ex detenuto trova un lavoro nell'80% dei casi non torna a delinquere). Ma tutto questo come è stato sottolineato dall'avvocato Vito Pirrone, presidente dell'Anf di Catania passa da una «modifica della stessa cultura della pena carceraria con la previsione di modelli di giustizia alternativa. Non si può usare la carcerazione per il contenimento di fenomeni socio-politici che meriterebbero altre attenzioni. Si deve attuare con una seria depenalizzazione di fatti-reato che destano scarso allarme sociale e valutare l'adozione di misure alternative, l'irrilevanza di un fatto o la messa alla prova». Sulla possibilità di un'amnistia, da più parti è stato valutato che il provvedimento avrebbe senso se accompagnato ad una vera depenalizzazione dei reati che non destano allarme sociale, altrimenti i suoi effetti verrebbero vanificati nel giro di pochi mesi. Tante le proposte per evitare il "passaggio" in carcere anche per chi commette reati minori. Per esempio, evitare la carcerazione per chi viene sottoposto al giudizio direttissimo (basterebbero le camere di sicurezza) e rivedere l'ultima legge sugli arresti domiciliari che non ha ottenuto gli obiettivi prefissati. Su tutto, la convinzione (purtroppo antica e mai concretizzatasi) che il carcere non debba avere solo una finalità afflittiva, ma soprattutto una funzione rieducativa. Al convegno sono intervenuti, tra gli altri, il sottosegretario alla Giustizia Maria Elisabetta Alberti Casellati, il presidente dell'Associazione «Antigone» Patrizio Gonnella, il presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida, il presidente del Tribunale di Sorveglianza di Bologna Franco Maisto, i deputati Salvo Torrisi e Rita Bernardini, il senatore Salvo Fleres, l'assessore alle Politiche sociali Carlo Pennisi.
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