associazione nazionale forense
AREA ISCRITTI
user password  
   
                        


DOCUMENTI E DELIBERATI
Media - conciliazione obbligatoria. Sei favorevole?
Sondaggio di Sabato 17 Aprile 2010
 
clicca qui per il blog di Anf
Confprofessioni Europa

clicca per la
photo video gallery
 
In Primo Piano
NEL REPERIRE RISORSE PER USCIRE DALLA CRISI ECONOMICA PENALIZZATI ANCORA L'AVVOCATURA E IL SETTORE GIUSTIZIA
Martedì 8 Novembre 2011

 

La crisi economica che aggredisce tutto il mondo, colpisce - più degli altri - il nostro Paese. Il Governo, con le manovre d'estate, ha tentato di correre ai ripari.
Ha tentato, perché, come  e' drammaticamente chiaro mentre scrivo, all'appello manca ancora il Decreto Sviluppo, il cui contenuto, ancora vago e indeterminato, deve ancora passare il vaglio europeo.

L’Avvocatura, e il settore giustizia in particolare, terreno consueto – negli ultimi anni - per reperire risorse, sono ancora una volta in prima linea.
E così gli artt.37,38 e 39 della prima manovra (D.L.98/2011, convertito nella l.111/11) intervengono pesantemente sul comparto. Tra le previsioni, quella che aumenta,  per l’ennesima volta in poco tempo, il contributo unificato necessario per adire le Autorità Giudiziarie e , se ciò non bastasse, tra le pieghe del provvedimento è già previsto un ulteriore aumento, se è vero che il Ministro della Giustizia potrà con decreto disporre in via autonoma l’incremento del contributo laddove rilevi che siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alle risorse stanziate annualmente (D.L.98/2011, art.37, co.17).

Settori tradizionalmente esclusi per la loro rilevanza sociale ed etica (famiglia, lavoro, previdenza, fisco) , vengono parificati agli altri, per cui non è azzardato affermare che si ridimensiona fortemente la tutela giurisdizionale per i cittadini più deboli, quelli che di solito hanno maggior bisogno di rivolgersi alla giustizia. Il paradosso è che la maggior parte del contenzioso previdenziale (anch’esso colpito dalla manovra, che prevede un accertamento tecnico preventivo obbligatorio, con anticipo di spese a carico dell’istante) è attribuibile alle macroscopiche inefficienze della Pubblica Amministrazione, se è vero – ad esempio -  che la medesima disposizione riconosce tout court  tutte le pretese che non superino l’importo di €.500,00 e che formino oggetto di giudizi pendenti. 

 

Naturalmente, all’estinzione del giudizio corrisponde la compensazione delle spese legali, ennesima dimostrazione dello svilimento costante del ruolo e del lavoro degli avvocati che questo Governo porta avanti con grande determinazione sin dal suo insediamento ( conciliazione docet).

Tanto altro ancora prevede il D.L. 98/2011 , ma non c’è tempo per approfondire tutto, anche perché pochi giorni dopo il primo è arrivata il secondo D.L., il 138/2011, definitivamente convertito a metà settembre, che irrompe con forza nel tradizionale dibattito, un po’ ingessato, della politica forense, introducendo elementi di grande novità.

Innanzi tutto , l’art. 1 bis affronta, con una delega al Governo, il problema della revisione della geografia giudiziaria, nell’ottica di realizzare risparmi di spesa e incremento di efficienza.
Diciamo subito che il provvedimento sconta un ritardo di circa 150 anni: come tutti sanno, tranne pochissime e irrilevanti modifiche, l’organizzazione degli uffici giudiziari sul territorio risale ed epoca preunitaria. E si vede. Tanto per dirne qualcuna :17  tribunali , alcuni davvero piccolissimi, in Piemonte; 4 Corti d'appello in una sola regione, la Sicilia, che vanta anche il primato del Tribunale con il minor numero di iscritti all’Albo d’Italia (Mistretta, appena 79 avvocati) . Dunque, l’avvio della razionalizzazione era atteso da tempo e la delega e' certamente un inizio. Quanto buono, pero', e' ancora tutto da vedere.

Intanto non è accettabile che la revisione avvenga sulla base di criteri astratti, svincolati dalle peculiarità dei singoli uffici e dei territori sui quali insistono. Affinchè questo principio sacrosanto venga rispettato, e non mortificato da rivendicazioni campanilistiche per cui chi ha più santi in …. Parlamento finisce per prevalere su chi non ne ha, è indispensabile approcciare la questione con grande trasparenza . Sarà compito del Ministero raccogliere, in modo esaustivo ed obbiettivo, tutti i dati necessari ( quelli oggi disponibili sono frammentari ed incompleti), condividerli con tutti gli operatori e formulare proposte motivate.

Secondo analisi assolutamente affidabili (dott.Renato Romano – Dirigente CdA Trieste) il solo accorpamento ad altri di ca.300 piccoli uffici di Giudice di Pace, da tempo abbandonati a se stessi e per lo più inefficienti, consentirebbe di recuperare risorse per oltre 60 milioni di euro che, destinate magari ad implementare gli investimenti per la digitalizzazione degli Uffici Giudiziari, migliorerebbero le condizioni di lavoro di tutti, avvocati in testa.

Infine, non può non parlarsi dell’art.3 della manovra d’agosto. Sembra che il decreto sviluppo in corso di approvazione ne confermerà integralmente l’impianto, precisando che la riforma degli ordinamenti professionali avverrà con DPR. Si tratta, a nostro avviso, soltanto dell’inizio di un percorso che, purtroppo, trova gli avvocati sostanzialmente impreparati : è evidente, infatti, che la legge di riforma professionale, approvata da un ramo del Parlamento e sulla quale siamo stati chiamati a confrontarci negli ultimi due/tre anni, nel presupposto – totalmente errato -  che fosse quello il progetto destinato ad essere approvato, è del tutto incompatibile con la nuova linea che, anche su precisa richiesta della BCE, il Governo Italiano dovrà adottare.

Principi quasi tutti condivisibili, quelli dell’art.3.

Ferma, e ribadita, la differenza tra attività professionale e attività di impresa, si parla di accesso libero alle professioni, che non vuol dire , come molti strumentalmente tendono ad accreditare, abolizione pura e semplice dell'esame di stato. Pure condivisibile deve ritenersi il coinvolgimento dell’avvocatura nella parte finale del percorso universitario che potrà consentire, attraverso la cogestione della fase del tirocinio anticipato, la formazione, sin dall’accademia, di aspiranti avvocati motivati all’attività professionale.

Il potere disciplinare rimane saldamente nelle mani degli avvocati, ma l’organo disciplinare sarà nettamente separato dall’organo  amministrativo, sia su base circondariale che nazionale. Il che prelude, finalmente, ad una governance della categoria completamente diversa da quella attuale, con la possibilità di sperimentare forme gestionali più moderne e sistemi elettorali più democratici, che rispettino e valorizzino la base.

Dall’art.3, paradossalmente, anche le tariffe professionali – per il momento -  escono rivalutate, poiché, accanto alla possibilità di pattuire il compenso all’atto del conferimento dell’incarico, tenendole come punto di riferimento, vengono introdotte fattispecie che le richiamano espressamente, con ciò legittimandole, soprattutto in caso di liquidazione dei compensi.

L’iter avviato dovrà, evidentemente, essere completato : difetta la giusta considerazione di realtà importanti , quali quelle che vedono avvocati, giovani ma anche meno giovani, soprattutto donne, prestare attività lavorativa nelle condizioni di dipendenti di fatto in studi riconducibili ad altri colleghi, e ciò senza adeguate garanzie e/o tutele di qualunque natura.

Come pure non viene affatto considerata la necessità di un efficace, effettivo riordino del comparto professionale economico – giuridico, in modo da riconoscere agli avvocati, anche formalmente, ulteriori ambiti di attività che già oggi rientrano, indiscutibilmente, nelle loro competenze professionali.

Il cambiamento è alle porte : nonostante i ritardi colpevolmente accumulati, cerchiamo ora di gestire il rinnovamento, senza esserne travolti.



scarica l'allegato
ANF NAZIONALE
Chi siamo
Statuto
Consiglio Nazionale
Direttivo Nazionale
Sedi
AREA CONTENUTI
Documenti anf
Rassegna degli avvocati italiani
Riviste delle ata
Gli eventi formativi delle ata
Deliberati consiglio nazionale
Congresso straordinario di pescara
Deliberati direttivo
AREA ASSICURATIVA
Polizza young
R.c. legale
Polizza studi associati
Consigli ordine avvocati
Società di conciliazione
RASSEGNA E NEWS
Rassegna Stampa
News
Approfondimenti
In primo piano
Agenza Anf
UTILITY
Newsletter
Sondaggi
Photo e Video
Blog
Links
INFO
Contatti
Sedi
Credits


Copyright © 2010 ANF Associazione Nazionale Forense - Via Damiata, 1 -00192 Roma - P. Iva 05384921002 - All Rights Reserved. Credits by Positive