DL LIBERALIZZAZIONI; ASS.NAZ. FORENSE: MOLTO RUMORE PER NULLA, INTANTO SEVERINO PROSEGUE SMANTELLAMENTO GIURISDIZIONE PUBBLICA. PROTESTE CATEGORIA SUSCITANO PERPLESSITA'
Sabato 21 Gennaio 2012
“Dal decreto legge varato ieri non arriva nessuna vera novità per i servizi professionali. Delle sedicenti liberalizzazioni approvate non ce ne è una che vada ad intaccare le vere sacche di privilegio che esistono nell'ambito delle attivita' professionali e che non sono nemmeno state sfiorate.”
Lo dichiara il segretario generale dell'Associazione Nazionale Forense, Ester Perifano, che aggiunge -
“Le tariffe sono state già sostanzialmente abrogate dal 2006, mentre il tirocinio all'Universita' esiste gia' da anni, anche se solo per alcune professioni.
Anche il contratto con il cliente non è una novità, essendo gia' entrato nelle manovre d'estate.
Quanto all'assicurazione obbligatoria per la responsabilita' professionale, e' stata solo anticipata di qualche mese.”
“E' ben altro – continua Perifano - quello che serve al Paese e che deve interessare i cittadini. Basti considerare che il Ministro Severino, in sordina e senza tentennamenti, continua nell'opera di smantellamento della giurisdizione pubblica avviata dal suo predecessore, con provvedimenti che favoriscono nettamente le giustizie private e a pagamento.
Insiste nel rafforzamento della conciliazione obbligatoria e a pagamento, un vero e proprio flop ormai destinato al fallimento completo, ma con un giro d'affari milionario legato ad Organismi di Conciliazione privati e a corsi di formazione inutili. Introduce misure fortemente punitive nei confronti dei cittadini che ancora osano ricorrere al Giudice per tutelare un proprio diritto, contemplando ad esempio fino a 10.000 euro di sanzione per chi chiede la sospensione di una sentenza. Infine, infila un emendamento nella legge di conversione del decreto legge sulla esdebitazione che introduce la prova testimoniale a pagamento, affidata ai cancellieri e non piu' ai giudici.”
“Insomma,il Governo dei Professori delude fortemente , sia per la sua mancanza di coraggio che per la mancanza di discontinuita' con la precedente gestione che tanti problemi ha causato ai cittadini e alla loro legittima aspirazione di tutela dei propri diritti.
Anche se, per altro verso, nemmeno possono ritenersi soddisfacenti le proteste che la categoria si appresta a realizzare, se non altro per la confusione delle motivazioni e per la vaghezza degli obbiettivi che si propone di raggiungere.
E' ora di cambiare registro, lo diciamo da mesi, e gli avvocati ne sono sempre piu' consapevoli. All'avvocatura serve una guida effettiva che sappia abbandonare la difesa di posizioni di retroguardia e sia in grado di essere quell'interlocutore affidabile al quale la Politica dovra' dare ascolto. E' necessario avanzare proposte credibili, che contemperino le esigenze di salvaguardia e di tutela di uno Stato di diritto sempre piu' disastrato con quelle di crescita e di modernizzazione del Paese. L'avvocatura deve dimostrarsi in grado di gestire il cambiamento. Diversamente rimarra' sempre piu' sola"- conclude Perifano.
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