Riforma forense, Anf: dal Senato buone notizie ma si puo' fare di piu'
Mercoledì 19 Maggio 2010
RIFORMA FORENSE, PERIFANO (ANF): «TRA GLI AVVOCATI C'E' CHI DIFENDE ANTICHI PRIVILEGI O NUOVI BUSINNESS»
«Dal Senato arrivano notizie rassicuranti, da alcune associazioni forensi - invece - pessime prese di posizione», commenta così il segretario generale dell’Anf, Ester Perifano le ultime novità sul disegno di legge in discussione a Palazzo Madama.
«Le richieste di modifica arrivate dalla maggioranza vanno tutte nel senso indicato da mesi dall’Anf: più trasparenza e garanzie sulle specializzazioni, equo compenso per i praticanti e possibilità di svolgere lavoro dipendente per evitare inaccettabili discriminazioni verso i giovani. Si può e si deve fare di più, intervenendo sul processo disciplinare, consentendo agli studi legali forme organizzative più moderne e riconoscendo e tutelando le decine di migliaia di avvocati dipendenti che lavorano nel nostro Paese. Le novità di questi giorni, però, dimostrano che il disegno di legge è migliorabile e l'Anf continuerà a lavorare in questa direzione».
«Oggi - continua Ester Perifano - si potrà capire chi vuole veramente una riforma moderna, per far crescere tutta l’avvocatura e garantire ai cittadini una migliore tutela dei loro diritti, e chi invece punta solo a difendere antichi privilegi o nuovi business. È preoccupante, infatti, la chiusura, peraltro in forma particolarmente greve, da parte di una Associazione forense prestigiosa nei confronti delle nuove generazioni. Il percorso specializzante, concepito a suo tempo dall'UCPI, è rimasto pressochè identico, sono solo aumentate le garanzie di terzietà di coloro che le specializzazioni gestiranno (Università, Associazioni Forensi, Enti pubblici e/o privati), garanzie evidentemente introdotte dal Senato a garanzia dei cittadini - consumatori, ed è stata data la possibilità ai giovani avvocati di accedere ai corsi di specializzazione dopo un anno di iscrizione ( e non dopo quattro, come preteso dall'UCPI). La ventilata soppressione delle preselezioni informatiche, poi, è in linea con le modalità di accesso previste per le altre professioni legali : gli aspiranti notai e gli aspiranti magistrati non sostengono più la prova da tempo, perchè questo anacronistico sistema, che ha dato pessimi frutti, dovrebbe rimanere per gli aspiranti avvocati?»
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