Magistratura democratica su mediazione e sciopero avvocati
Lunedì 14 Marzo 2011
Comprendiamo buona parte delle ragioni alla base dello sciopero degli avvocati del 16 marzo con riferimento al decreto legislativo n.287 del 2010.
Mediazione e conciliazione sono una grande opportunità per la giustizia civile, ma la nuova legge tradisce le aspettative.
Vengono aggravati i costi della giustizia per i cittadini, non sostenibili per non abbienti.
Viene creata una obbligatorietà estesa che non consente sperimentazioni e monitoraggi.
Viene snaturato il senso della conciliazione e della mediazione, prevedendo la condanna alle spese in caso di accordo non raggiunto tra le parti e poi accolto dal giudice.
Viene svilito il ruolo degli avvocati, non prevedendo la difesa tecnica.
Paiono troppo generici i presidi a garanzia della imparzialità, professionalità e della indipendenza del mediatore.
Un prezioso strumento di composizione sociale e di deflazione dei processi rischia di non funzionare e di diventare il luogo della rinuncia del diritto con forti penalizzazioni per i soggetti deboli.
Piergiorgio Morosini - Segretario Generale di Magistratura democratica
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